Toccati al cuore: contro il decreto Bondi, i sindacati degli enti e dei lavoratori lirici minacciano l'occupazione dei teatri. Fracci contro Alemanno

21/mag/2010 12.00.54 Patrizia Simonetti Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
 

Dopo gli scioperi e le manifestazioni, l'occupazione dei teatri. Linea sempre più dura, quindi, da enti, lavoratori e sindacati contro il decreto Bondi sugli enti lirici. E' quanto scaturito dalla manifestazione di lunedì scorso organizzata a Roma in un affollatissimo Teatro dell'Opera. “Decreto inemendabile” hanno ribadito uniti i sindacati che continuano a chiederne il ritiro a fronte di una “riforma vera”.

Il decreto di riforma delle fondazioni lirico-sinfonico deve essere convertito in disegno di legge per avviare un confronto parlamentare - ha affermato il sindaco di Bari Michele Emiliano, presidente della Fondazione Petruzzelli - così si rischia di stroncare un intero settore culturale, quello della lirica, tra i piu' importanti in Italia, e questo è politicamente e culturalmente sbagliato''.

Critico sul testo del ministro dei Beni Culturali anche Gianni Alemanno, sindaco capitolino nonché presidente dell'Opera di Roma. “Non siano i lavoratori a pagare il prezzo di questa riforma. È una scelta che non posso condividere” ha detto nel suo intervento accolto da fischi e proteste, ribadendo di voler difendere la lirica definita “patrimonio culturale unico al mondo” ed aggiungendo: “vanno verificati i problemi economici del settore, ma anche verificate le controproposte al decreto”. Alemanno si è anche impegnato a mediare tra sindacati e governo, sottolineando che “deve essere il Parlamento ad essere investito del dibattito su questo tema” ed invitando a “guardare le carte e la realtà, evitando lo scontro politico, per emendare questo decreto che credo sia stato posto dal ministero in maniera così sbilanciata, con la volontà precisa di avviare un confronto”.

Affermazioni che non sono bastate, a quanto pare, a placare gli animi. Tantomeno quello di Carla Fracci, direttrice uscente del corpo di ballo del Teatro dell'Opera che si è scagliata contro il sindaco gridando “vergogna, disgraziato, vergogna! Buffone, vigliacco, disgraziato, in due anni non mi hai mai ricevuta” e scatenando un vespaio di polemiche. Il suo gesto è stato criticato da più parti e definito di “interesse personale” a causa del mancato rinnovo del suo contratto. Ma lei ribadisce: “sono cose che non dico per me ma per il futuro di questo teatro”. Poi, invitata a salire sul palco tra applausi e manifestazioni di approvazione, l'etoile nazionale si è scusata per la sua furia e ha tenuto un discorso sulla danza e l'Opera oramai, afferma, “senza futuro”.

E' stato un brutto episodio” ha commentato poi Alemanno che martedì, sentita al telefono la Fracci, ha concordato con lei un incontro per il 24 maggio in Campidoglio. Ma questa è un'altra storia.


Patrizia Simonetti

redazione@cantarelopera.com


blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl