Chi decide il futuro della Scala il Prefetto o gli sponsor?

L'ostinazione del Consiglio di amministrazione (capeggiato dagli sponsors più cospicui) a non revocare Mauro Meli, sovrintendente appena nominato "su designazione" del direttore musicale Muti, impedisce a Ferrante ogni e qualunque pacificazione con i dipendenti.

01/apr/2005 23.25.33 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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CHI DECIDE IL FUTURO DELLA SCALA, IL PREFETTO O GLI SPONSORS?

Da quanto si legge sui giornali di oggi, pare che il Prefetto Ferrante non riesca a comporre il dissidio scaligero perché...ha le mani legate. L'ostinazione del Consiglio di amministrazione (capeggiato dagli sponsors più cospicui) a non revocare Mauro Meli, sovrintendente appena nominato "su designazione" del direttore musicale Muti, impedisce a Ferrante ogni e qualunque pacificazione con i dipendenti.
Come dicevamo (profeticamente) ieri, il Consiglio di amministrazione preferisce la formula più morbida: cioé offrire a Meli un nuovo e ben remunerato, nonché prestigioso incarico, affinché se ne vada "spontaneamente". Più facile a dirsi che a farsi, perché Meli, ovviamente, pretenderà il massimo.
Intanto Muti cerca di abbassare il calore dello scontro con l'orchestra, dicendosi disposto a dirigere le prove del prossimo concerto della Filarmonica (associazione privata, sponsorizzata da Mediaset) formata appunto dai professori dell'orchestra scaligera. Ma...il punto è che la suddetta orchestra, pur accettando di essere diretta da Muti, non lo vuole assolutamente più come direttore musicale della Scala, carica in cui il maestro ha dato plateale dimostrazione di ergersi a padrone arrogante del teatro milanese. Difficilmente Muti rinuncerebbe a questa mira...tant'è che il suo alter-ego, Meli, si sta dando da fare per trovare un direttore artistico così "autonomo e autorevole" che non dia la minima ombra al sig.Muti. Per es: fra gli altri nomi, messi là pro-forma, si punterebbe su Cesare Mazzonis. Sarebbe proprio un voler male alla Scala! Con questo signore e i suoi accoliti abbiamo sperimentato il peggio del peggio durante il suo precedente incarico. Noi sindacalisti dovem
mo sostenere battaglie drammatiche. Si parla tanto della Scala proiettata nel mondo verso un brillante futuro, e poi si fanno delle scelte che sono peggio della minestra riscaldata.
In questa situazione anche un santo troverebbe arduo tirare il fatidico ragno fuori dal buco, figuriamoci un prefetto! Se, come dice la stampa, il dott.Ferrante non ce la fa, ceda il passo al Commissario. Si sa che gli sponsors vedono la figura commissariale come il fumo negli occhi, perché li esautorerebbe; ma qualcosa devono pur cedere se vogliono che la Scala ritorni a lavorare.
Se non vogliono, andiamo avanti così per altri sette mesi, quando il Consiglio di amministrazione scadrà e (si spera) siano nominati consiglieri non coinvolti in affari privati e personali dentro e con la Scala.

Giuseppe Zecchillo
Sindacato Nazionale Autonomo Artisti Lirici

baritonozecchillo@email.it

www.baritonozecchillo.us




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