I: Celebrazioni Giuseppe Sarti a Faenza

giardino delle meraviglie dove Armida conduce Rinaldo per vivere una fantastica

25/ott/2002 12.50.45 Daniele Rubboli Contatta l'autore

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comunicato stampa da uff. stampa
 Laboratorio Lirico Europeo di Milano
 per FAENZA LIRICA presidente Vittorio Berdondini 0546 29988
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Prima mondiale al "Masini" di Faenza
 
"ARMIDA E RINALDO" DI G. SARTI
DOPO 216 ANNI TORNA AL PUBBLICO
 
Trionfale accoglienza per il recupero dell'opera che il musicista faentino scrisse per inaugurare l'Hermitage, teatro degli Zar a San Pietroburgo - Un cast d'eccezione per un evento storico -
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Nell'ambito delle Celebrazioni Sartiane, che dal 10 maggio scorso sono state promosse dal Comune di Faenza per ricordare il proprio musicista Giuseppe Sarti (1729-1802), si è passati dalle pur fascinose parole dei convegni sul periodo storico vissuto dal compositore che viaggiò e lavorò in tutta Europa, ai fatti.
Grazie all'associazione Faenza Lirica, sempre con la collaborazione dell'Assessorato alla Cultura e tutti gli enti locali e le istituzioni culturali e musicali faentine, è stata restituita al pubblico dopo 216 anni l'opera " ARMIDA E RINALDO" che Sarti scrisse per l'inaugurazione dello storico Hermitage, il nuovo teatro degli Zar a San Pietroburgo, il 15 gennaio 1786.
Argomento di grandissima popolarità, come ha detto presentando l'opera, in teatro, il musicolgoo Daniele Rubboli direttore artistico del festival "Opere rare" assieme al collega Fernando Battaglia, la storia dell'amore tra il paladino Rinaldo e la maga Armida, narrata da Torquato Tasso nella "Gerusalemme liberata", è stata musicata da una folla di compositori (Lulli, Handel, Vivaldi, Albinoni, Traetta, ANfossi, Jommelli, Salieri, Gluck, Haydn, Sacchini ed anche Dvorak) e presa a soggetto di celebri tele dal Tiepolo a Van Dick, dal ferrarese Turchi a Francesco Hayez.
Sarti la ripropone per due motivi: il giardino delle meraviglie dove Armida conduce Rinaldo per vivere una fantastica storia d'amore, si prestava a scenografie fantasmagoriche dove il meraviglioso, realizzato con rare macchine teatrali, si sprecava rendendo lo spettacolo affascinante anche dal punto di vista visivo come doveva essere per un evento così importante quale l'ianugurazione del nuovo teatro degli Zar.
Inoltre Armida non è Circe o Calipso, ma come ha ancora sottolineato Rubboli, si avvicina ed anzi porta oltre la psicologia di Arianna, Didone e Medea: l'amica dei demoni per amore diventa donna e perde la sua forza magica.
Tra lei e Rinaldo, come Sarti mette a fuoco nella sua opera, nasce un vero amore e Ubaldo, che lo va a recuperare ricordandogli i suoi doveri di guerriero tra i condottieri dell'esercito cristiano (siamo alla Prima Crociata), fatica a trascinarlo lontano da Armida perchè il paladino non è un fedifrago che aspetta l'occasione buona per lasciare l'amante, ma un uomo profondamente innamorato.
Da qui tutto un secondo atto di reciproche dolenze fino alla partenza di Rinaldo e al sussulto di orgoglio di Armida che passa dalle suppliche alle minacce mentre s'invola su un carro trainato dal alati dragoni.
Nel poema del Tasso e in altri autori musicali Armida si converte al cristianesimo e segue l'uomo che ama al campo dei cristiani.
Diretta con grande maturità artistica da un Marco Berdondini che resta una delle più intelligenti e capaci giovani bacchette italiane, come si sono accorti in tutta Europa, nonostante l'incomprensibile chiusura dei teatri italiani troppo condizionati da scelte non legate a meriti artistici, l'opera ha avuto un cast di grande fascino con l'Armida di Anna Chierichetti applauditissima anche a scena aperta, e l'autorevolissimo Rinaldo di Gloria Banditelli, assolutamente da manuale.
Il giovanissimo tenore di Udine, Federico Lepre (Ubaldo), ha dato prova di essere la rivelazione del 2002 tra i tenori di grazia, e il soprano Carla Brusini, pur nel breve ruolo di Ismene, ha saputo farsi notare.
Ottima l'orchestra Pro Arte Marche e ben addestrato il Coro da Camera Pro Arte diretto da Massimo Sabbatini.
Pubblico da grandi occasioni che al termine dello spettacolo ha applaudito per 8 minuti reali tutti gli artisti con 4 chiamate alla ribalta.
La Casa Editrice Bongiovanni ha registrato l'evento che presto sarà in commercio in edizione CD.
 
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