Confalonieri punisce l' ochestra che ha sfiduciato il maestro MUTI

12/apr/2005 21.09.11 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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LE DIMISSIONI DI CONFALONIERI DALLA FILARMONICA POTREBBERO ESSERE UNA VERA FORTUNA ER LA SCALA

CONFALONIERI PUNISCE" L'ORCHESTRA CHE HA SFIDUCIATO MUTI

IIl dramma, che la Scala sta rappresentando, non ancora all'epilogo, ma segue il classico copione: dopo la ribellione delle masse artistiche e tecniche, a cui è giocoforza dare spazio in democrazia, arriva puntualmente la ritorsione del cosidetto ceto forte. L'orchestra e i lavoratori della Scala sono riusciti ad allontanare Muti, costringendo anche Meli a disporsi in uscita, ma...a questo punto Confalonieri si dimette da presidente della Filarmonica, cioé della stessa orchestra costituita in associazione privata. Essendo Confalonieri, oltre che presidente, sponsor (Mediaset) di questa associazione, il suo gesto significa che lo sponsor tira i cordoni della borsa. Una tipica strategia per spaventare gli orchestrali inducendoli alla resa incondizionata. Infatti, senza lo sponsor e le sue televisioni, gli orchestrali non guadagneranno più una barca di soldi con i concerti della Filarmonica. Ridotti i ribelli a chinare il capo, Confalonieri riprenderà le redini, più forte di p
rima e tornerà alla Filarmonica con a capo Muti.
Tuttavia, in nome di quella chiarezza e trasparenza, che alla Scala brillano per la loro assenza, bisogna dire che la Filarmonica è sempre stata sul filo dell'illegalità, non solo perché dei dipendenti, pagati con i soldi dello Stato, svolgono - non sporadicamente - un'attività privata, ma anche perché la Filarmonica ha condizionato e condiziona negativamente la programmazione scaligera, cioé la vita stessa del teatro, a partire dal calendario che, negli ltimi 10 anni, si é adeguato agli impegni esterni della Filarmonica. Come se ciò non bastasse, per dare spazio alla Filarmonica, si è azzerata la stagione sinfonica, un tempo fiore all'occhiello della Scala, che aveva titolo -a buon diritto - di ente lirico e sinfonico. Da 10 anni, i pochi concerti della Scala sono stati eseguiti dalla Filarmonica che, com'è noto, incassa la vendita dei biglietti.
Le dimissioni di Confalonieri sono dunque un'opportunità per la Scala: la buona occasione per ripristinare la stagione sinfonica senza l'intralcio di una concorrente (la Filarmonica, appunto) che, fregiandosi del nome della Scala, si pappa sponsors e incassi. Se si sciogliesse la Filarmonica, gli sponsors dell'orchestra potrebbero confluire a favore della Scala e della sua stagione sinfonica. Il teatro ne avrebbe dei vantaggi economici, artistici e culturali; gli orchestrali non sarebbero più in balìa di nessuno che dica:"Se volete guadagnare di più, dovete stare zitti e fare ciò che io voglio".

Giuseppe Zecchillo
Sindacato Nazionale Autonomo Artisti Lirici

baritonozecchillo


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