OVADIA, KUHN E VOLERI: CONCERTO PER LA LIBERAZIONE A MILANO

26/apr/2005 08.58.18 Daniele Rubboli Contatta l'autore

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Al Conservatorio G. Verdi di Milano
 
M. OVADIA G. KUHN E M. VOLERI
CONCERTO PER LA LIBERAZIONE
Tremila persone hanno seguito l'evento anche su maxi schermo in Sala Puccini ---
 
La Provincia di Milano ha celebrato il 60° della Liberazione con un grande Concerto della Orchestra Filarmonica del Conservatorio di Milano.
L'evento ha richiamato una folla di oltre tremila persone e la Sala Verdi non le ha potute accogliere tutte, così è stato allestito un maxi schermo nella Sala Puccini presa letteralmente d'assalto anche dalle rappresentanze di tutte le scuole milanesi.
Moni Ovadia, attore, cantante e autore di teatro ebreo ha tenuto un esemplare discorso sulla libertà, suscitando ovazioni quando ha affondato la sua critica sull'attuale presidente del Consiglio.
Dopo di lui l'intervento del presidente della Provincia Penati ha ribadito i valori ancor oggi sacrosanti della resistenza contro ogni forma di sopraffazione, mentre l'assessore alla cultura Giansandro Barzaghi ha premiato i ragazzi della scuola Carducci per una ricerca sul tema.
Si è dato quindi campo alla musica con la Filarmonica del Conservatorio da oltre un anno affidata alla direzione del salisburghese Gustav Kuhn, un ex Tercence Hill del podio, oggi appesantito come Bud Spencer, ma sempre illuminato da una grande carica esistenziale e da una entusiasmante lucidità professionale.
Kuhn ha diretto con assoluta meticolosità il Concerto Funebre per Duccio (Tancredi)  Galimberti, capo partigiano del cuneense ucciso dai fascisti nel 1944, scritto dal suo conterraneo Giorgio Federico Ghedini nel 1948, compositore che diresse il Conservatorio di Milano dalla metà degli Anni Cinquanta al 1962.
Ghedini, profondo studioso del linguaggio musicale del passato, sentì l'esigenza di non dimenticare la lezione antica nel proporre una moderna dialettica.
Questo suo Concerto Funebre, pur risentendo, soprattutto nelle due prime parti, di una sorta di freddezza e di distacco, quasi si stesse toccando la lastra della lapide funeraria che non lascia spazio alla speranza, trova un guizzo di pathos dalla terza parte in poi.
Ed è qui che si innesta, nel lavoro esecutivo, la mirabile interpretazione del giovane tenore livornese Marco Voleri il quale, con la sua squillante vocalità, di gran lunga piu' luminosa rispetto a quella dei colleghi che gli sono stati affiancati, ha impreziosito l'esecuzione realizzando ogni intento di lettura desiderato da Kuhn, ed esaltando il testo latino preso dall'Ufficio dei Defunti.
Voleri ha così confermato il suo attuale stato di grazia che lo vede professionalmente impegnato in tutta Europa, protagonista dei maggiori festival anche estivi, tra i quali quello particolarmente suggestivo di Varigotti, dove è atteso il 19 agosto prossimo per celebrare la cultura marinara e la storia delle "antiche pietre" di quell'entroterra ligure, con uno spettacolo scritto per l'occasione.
A seguire un'emozionante lettura dell'Eroica di Beethoven, capolavoro ricco di significati per questa occasione, che Kuhn ha come sempre diretto a memoria, trasmettendo all'orchestra la sua edificante gioia di vivere l'avventura musicale.
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                                                                                    Daniele Rubboli
a cura
dell'Ufficio Stampa
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