FANNO POLEMICHE SU COME AVERE PIU SOLDI. VEGOGNATEVI.

Non si capisce chi sia onesto, chi ruba e chi fa rubare.

23/mag/2005 19.31.20 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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FANNO POLEMICHE SU COME AVERE PIU' SOLDI, MA NON FANNO A GARA A CHI PRODUCE MEGLIO E DI PIU'

Luigi Corbani (Orchestra Verdi) e Sergio Escobar (Piccolo Teatro) polemizzano fra loro per stabilire se la musica e la lirica devono ricevere più soldi dallo Stato o dai privati. Io direi: da nessuno. Chi vuole realizzare delle opere liriche, o dei concerti sinfonici, li faccia a proprie spese. Insomma, metta su un'impresa. Gli impresari di un tempo - non molto lontano - producevano grandi spettacoli con i loro soldi e ci guadagnavano largamente. Con l'attuale sistema, malgrado tantissimo denaro che viene da tutte le parti (Stato, Regione, Provincia, Comune, sponsors privati) si fanno pochi spettacoli e si va pure in deficit. C'è qualcosa che non quadra. Non si capisce se gli attuali dirigenti siano nell'impossibilità di programmare adeguatamente, o se amministrano male. Non si capisce chi sia onesto, chi ruba e chi fa rubare. Personaggi come Muti e colleghi si lamentano che i soldi sono pochi, però non rinunciano ai propri egoismi. Muti pretendeva 30 milioni di lire ogni volta che s
aliva sul podio, e ci saliva spesso: per la Scala e per la Filarmonica. Ecco perchè oggigiorno i soldi non bastano mai. Le Fondazioni lirico-teatrali, gestite come istituzioni di diritto privato con il denaro pubblico, sono un'aberrazione, degna del clientelismo più smaccato. E' ovvio che siano sempre in deficit, e lo saranno sempre di più.
Se i dirigenti teatrali, scelti dai Sindaci e dalla maggioranza politica nei Consigli comunali, fssero dei managers veramente atonomi e responsabilizzati, farebbero a gara a chi amministra meglio e rende di più. In un sistema ambiguo come quello italiano, dove la politica e i privilegi presiedono la produzione musicale, si fa a gara, invece, a chi spende di più, favorendo gli interessi personali di questo e quello e programmando poche cosette insulse e peregrine, contrabbandate come "eventi" per giustificarne la spesa esagerata, ma prive di interesse per i fruitori, oltre che proibitive per la borsa della stragrande maggioranza dei cittadini. Questo tipo di prassi non ha nulla a che vedere con la cultura e non merita neanche un soldo del denaro pubblico.

Giuseppe Zecchillo
Sindacato Nazionale Autonomo Artisti Lirici

artistilirici@email.it

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