ZECCHILLO= Sono orgoglioso di essere definito il rompiscatole del teatro lirico

07/lug/2005 20.45.50 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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IL PROGRESSO SOCIALE è DOVUTO SPESSO A COLORO CHE HANNO OSATO ANDARE CONTROCORRENTE



SONO ORGOGLIOSO DI ESSERE DEFINITO IL ROMPISCATOLE DEL SISTEMA


NON BISOGNA ASPETTARE CHE SUCCEDA L’IRREPARABILE PER RICONOSCERE CHE TUTTI COLORO CHE SCELGONO IL SILENZIO, L’OMERTà E L’OPPORTUNISMO HANNO TORTO

Ha colpito l’opinione pubblica il tragico episodio del settantenne ex-taxista cardiopatico, che è morto in poche ore perché non ha trovato un solo ospedale, a Milano e dintorni, in grado di ricoverarlo e operarlo d’urgenza. Non solo è tragico: è scandaloso.

Un galantuomo, che ha lavorato tutta una vita, pagando regolarmente le tasse per 50 anni, quando chiede un aiuto a quegli enti, che egli ha contribuito a mantenere, trova un muro davanti a sé. Non volgiamo paragonare la salute fisica alla cultura, la salute, ovviamente, viene prima, ma gli ospedali e gli enti lirici sono nella stessa situazione di carenza di inefficienza. Non vorremmo che qualche disastro irreparabile evidenziasse questa somiglianza, poiché sarebbe determinante per il lavoro degli artisti, come l’ospedale lo era per l’ex-taxista.

Nonostante i miliardi che la comunità investe in queste due situazioni - l’una sanitaria e l’altra culturale - ha in cambio poco e male per la colpa di lottizzazione, clientelismo, sprechi, incompetenza, indifferenza, negligenza. La partitocrazia immette nei vertici dirigenziali e nei consigli di amministrazione gente inadeguata e spesso nient’affatto interessata alle mansione che ricopre - gente per la quale ciò che conta è raggiungere la poltrona, il potere, la stanza dei bottoni; che è pronta a sciorinare promesse e buona volontà solo davanti a un fine senza ritorno. Il medico, che ha denunciato alla procura l’episodio dello sfortunato ex-taxista, ha tutta la nostra stima. Ci domandiamo però se, nell’ambiente, non sia guardato con diffidenza. Purtroppo, nel nostro Paese, che parla e denuncia non gode popolarità: ne sa qualcosa il sottoscritto che - nella stragrande maggioranza delle sue battaglie - si è trovato solo, perché il sistema predilige il silenzio, l’omertà, la piaggeria.
Chi va contro il sistema viene additato con sospetto. Lo temono coloro che prevaricano e cercano di minimizzarlo e sminuirlo per neutralizzare le sua lotta. Lo evitano spesso anche coloro per i quali si batte, intimoriti dalle reazioni dei dirigenti.

Il progresso sociale però è dovuto a coloro che hanno osato andare contro-corrente. Il silenzio dei cosiddetti onesti non solo ritarda la giustizia, ma favorisce il malcostume. Anche se la solitudine di che va incontro il sistema, di chi ne denuncia le carenze e le colpe, non è piacevole, come segretario dello SNAAL continuerò le mie battaglie con coerenza, contro l’arroganza del potere. Non dobbiamo aspettare che la crisi sempre più grave degli enti lirici provochi la morte della cultura musicale e metta sul lastrico gli artisti, come l’inefficienza ospedaliera ha provocato al morte di un galantuomo e gettato la sua famiglia nella disperazione. Dopo, piangere sarebbe inutile. Protestare in ritardo non farebbe rinascere gli enti della rovina economica, gestionale e culturale. Dobbiamo batterci prima che ciò avvenga. Da 25 anni, ancor prima di essere segretario dello SNAAL, ho denunciato la carenza del sistema; mi sono preso del rompiscatole, dell’esaltato, del contestatore di profess
ione; si è tentato di emarginarmi per isolarmi, sganciarmi dalla vita del teatro e rendermi superato. Durante questi 25 anni ho trovato sempre gente che mi scoraggiava. Mi sono sentito dire decine di volte: chi te lo fa fare? Pensa a te stesso! Ma, nonostante gli ostacoli, aggravati dal quasi totale pessimismo da parte dei colleghi, non ho ceduto alla rassegnazione.

Coloro che volevano vanificare la mia lotta non ci sono riusciti e oggi il sindacato degli artisti lirici SNAAL presenta le uniche alternative valide a risolvere la crisi annosa degli enti lirici e della cultura musicale. Non si aspetti che sia troppo tardi prima di prendere considerazione le sue proposte.

Giuseppe Zecchillo

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