ZECCHILLO= Secondo Lorenzo Arruga i cantanti italiani sarebbero tutti cani.

Contrariamente, non si capirebbe co-me tutti questi stonati e antimusicali godrebbero tanta fama e prestigio in tutto il mondo.

05/ago/2005 18.16.43 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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GLI ARTISTI LIRICI
ITALIANI

SONO TUTTI DEI CANI?

Lo S.N.A.A.L. - Sindacato Nazionale Autonomo Artisti Lirici - rileva che il sig. Lorenzo Arruga, dalle pagine de “ Il Giorno “, ha largamente denigrato gli artisti lirici italiani.
Egli infatti ha scritto che gli artisti ita­liani, in confronto a quelli stranieri, non sanno andare a tempo, sono stonati, in­disciplinati, approssimativi e compromet­tono spesso la sicurezza dell’andamen­to di tutta un’opera.
Questa opinione, espressa in forma di giudizio sommario e, pertanto, generica e superficiale, non varrebbe la degna­zione di una risposta, se non fosse stata divulgata per mezzo della stampa: il che equivale a una denigrazione pubblica.
Lo S.N.A.A.L. non crede che gli in­tenditori dell’opera lirica si formino una cultura sugli scritti del sig. Arruga, ben­sì che essi condividano, per esperienza, il pensiero di questo Sindacato e cioè che gli artisti lirici non suddividano in italiani “ e « stranieri ma in ottimi, buoni e cattivi cantanti, indipendentemente dal passaporto o dal certificato anagrafico.
Se tanti ottimi artisti stranieri sono ospiti dei teatri italiani, si può dimostra­re che altrettanti ottimi artisti italiani so­no invitati all’estero e persino contesi dai teatri stranieri.
Contrariamente, non si capirebbe co­me tutti questi stonati e antimusicali godrebbero tanta fama e prestigio in tutto il mondo.
Gli artisti lirici, invece, avrebbero ma­teria per attaccare certi “ critici musi­cali “ italiani che “ collaborano “ con i teatri, presentando opere e concerti e percependo congrui onorari, in cambio di recensioni compiacenti, per non dire servili, su esecuzioni pessime e realiz­zazioni scadenti.
Gli artisti lirici potrebbero menziona­re quei “ critici musicali “ che si fanno raccomandare dai partiti politici per es­sere assunti nei giornali e per ‘ ricatta­re ‘ i teatri e gli stessi artisti, dai quali pretendono una tangente Prima di screditare gli artisti lirici italiani, che hanno contribuito validamente all’affermarsi del melodramma a livello internazionale, il sig. Arruga dovrebbe cercare di mora­lizzare se stesso e quelli della sua raz­za.
Lo S.N.A.A.L. si meraviglia che “ il Giorno”, quotidiano serio e corretto, con un direttore degno della migliore stima, mantenga nel proprio staff una persona così limitata professionalmente come il sig. Arruga, che giudica i valo­ri musicali col criterio dell’indagine geo­grafica.
Lo S.N.A.A.L. in rappresentanza degli artisti lirici, prende posizione a favore di tutti i cantanti, italiani e stranieri, che dimostrano una validità indiscussa e di­chiara di battersi in difesa della co­scienza professionale di ognuno di essi contro tutti coloro che tentano di sminuirla e screditarla.

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