La Bohème firmata da Pavarotti conquista Agrigento, la città dei templi

della recita a fatto annunciare che stava poco bene ma ha voluto esibirsi

08/ago/2005 14.06.45 Opera News Contatta l'autore

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Grande successo ieri sera per la Bohème di Puccini che vedeva la firma registica di Luciano Pavarotti. Azzeccata l’ambientazione agli anni 50’ di Artemio Cobassi molto adatta ad un cast di giovane, che ha reso questa regia con la collaborazione di Beppe de Tommasi fresca e dinamica, uno spettacolo godibile. Il cast di giovani è pieno di talenti a partire dalla Mimì di Simona Todaro che ha dato prova di grande sensibilità interpretativa e ottimi mezzi vocali. Alessandro Liberatore prima della recita a fatto annunciare che stava poco bene ma ha voluto esibirsi ugualmente riuscendo a concludere dignitosamente il suo Rodolfo. Fiore all’occhiello di questa compagnia è stata la Musetta di Sabrina Vianello che ha incantato sia vocalmente che scenicamente, voce calda e ben calibrata e la sua bellezza ha sedotto tutti. Applausi sinceri e meritati per “la vecchia zimarra” del Colline di Andrea Patucelli. Fanno bene Mauro Bonfanti, dalla bella voce e Pier Luigi Dilengite rispettivamente Marcello e Schaunard. Stupisce invece per verve scenica e voce ben modulata rispettivamente il Benoit e l’Alcindoro del basso comico di Grotte Salvatore Salvaggio che ha ben caratterizzato i due personaggi ricoperti all’ultimo momento. Buona la prova dell’orchestra e del coro filarmonico di Palermo diretti dalla puntuale ed energica bacchetta del M° Janos Acs. Applausi scroscianti per tutti alla fine dello spettacolo.

L.Iannello

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