GLI IMPRESSIONISTI DEI FAVOLOSI CLARK

GLI IMPRESSIONISTI DEI FAVOLOSI CLARK. se mai può servire Daniele Dal Massachusetts a Milano GLI IMPRESSIONISTI DEI FAVOLOSI CONIUGI CLARK OVVERO: L'ARTE SALVATA DA UNA MACCHINA DA CUCIRE E' ospite a Palazzo reale di Milano, fino al 19 giugno, l'incredibile raccolta di oltre 70 opere di pittori impressionisti collezionati dai favolosi coniugi Sterling e Francine Clark, tra il 1910 e il 1950, fino ad oggi chiusa nel museo di famiglia a Williamstown nel Massachusetts.

03/gen/2011 17.26.19 Daniele Rubboli Contatta l'autore

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se mai può servire
Daniele
 

Dal Massachusetts a Milano
GLI IMPRESSIONISTI DEI FAVOLOSI CONIUGI CLARK
OVVERO: L'ARTE SALVATA DA UNA MACCHINA DA CUCIRE
E' ospite a Palazzo reale di Milano, fino al 19 giugno, l'incredibile raccolta di oltre 70 opere di pittori impressionisti collezionati dai favolosi coniugi Sterling e Francine Clark, tra il 1910 e il 1950, fino ad oggi chiusa nel museo di famiglia a Williamstown nel Massachusetts.
Un Museo ben noto agli studenti del Williams College iscritti a un programma di laurea sulla storia dell'arte, che nsi trova nella stessa città di Williamstown.
Moltissimi di questi quadri, per lo piu' di non grandi dimensioni, sono tra le opere meno conosciute di Renoir, Monet, Degas, Manet, Morisot e di Camille Pissarro, ai quali vengono affiancatri anche alcuni momenti felicissimi del ferrarese Giovanni Boldini e del magnetico Toulouse Loutrec, nonchè di Gauguin e Theodore Rousseau.
Questo scrigno delle meraviglie ha alle spalle uno dei piu' prestigiosi nomi della moderna tecnologia al servizio della donna: Singer.
Robert Sterling Clark è infatti l'erede dell'impero creato dal successo industriale e commerciale della macchine da cucire Singer, mentre sua moglie Francine Clary è una ex attrice del teatro leggero. Lui è un autodidatta che si fiderà ciecamente dei consigli della moglie per districarsi tra mercanti d'arte e aste di importanti opere, che va acquistando per tutta la vita solo per assecondare la propria passione per la "bellezza". Assieme hanno collezionato 8.000 pezzi d'arte, tra i quali 500 quadri, 70 dei quali firmati dai piu' favolosi campioni di quest'arte che sembrava fatta da chi, con il pennello, prendesse appunti passeggiando per strada, percorrendo argini di fiume, attraversando campagne o infilandosi... senza bussare in casa d'altri.
I Clark raccolgono, del periodo impressionista, 70 opere che sembrano avere un leit-motiv: il piacere di vivere. C'è positività nei volti delle persone e nelle cose, comprese le "cipolle" di Pierre Auguste Renoir (1881), che sprizzano gioia in cucina facendoti pregustare piatti densi di godimenti papillari.
Personalmente mi sarebbe bastato un quadro per dare un senso alla mia solitaria visita della mostra ancora chiusa al pubblico, mentre alcuni tecnici finivano di sistemare il banco dei souvenirs e della vendita dei cataloghi: il ritratto del "Giardiniere" che curava le piante di Carolus-Duran (1893), un sorprendente olio su tela di 81 per 54 cm, acquistato dai Clark nel 1941 dal pittore di Lille, morto a Parigi nel 1917 a 80 anni. Carolus-Duran, come immediatamente si sospetta, è lo pseudonimo dietro il quale sta Charles Emile Auguste Durand, ex studente dell'Accademia d'arte della sua città natale, che molto giovane si trasferisce a Parigi dove subito adotta quello pseudonimo. Amico di un testimone del realismo come Courbet, di Manet e di Fantin-Latour, Durand espone per la prima volta al Salon nel 1859, alla vigilia dunque dello sbarca dei Mille che daranno inizio a quell'Unità d'Italia che tutto il nostro Paese sta celebrando. Impostosi in particolare come ritrattista, e questo suo "giardiniere" ci spiega perfettamente perchè, diventa autore richiestissimo dall'alta società parigina della terza Repubblica, tanto che apre a Montparnasse (1870) un proprio atelier . La sua vita artistica è sottolineata da successi, encomi, onorificenze, Legion d'Onore compresa (1872) e dal 1889 è membro della giuria di ogni Esposizione Universale a Parigi. Dal 1905 sarà lui il direttore dell'Académie de France a Roma.
Con orgoglio nazionalistico abbiamo ammirato in questa rassegna milanese anche due lavori dell'artista ferrarese Giovanni Boldini che aveva fatto di Parigi la sua seconda patria e lì è morto nel 1931 a 89 anni. Figlio d'arte (il padre Antonio era un artista di buona fama nella Ferrara del Primo Ottocento), Giovanni Boldini nasce ottavo di tredici figli e andrà a perfezionare gli insegnamenti del padre all'Accademia di Belle Arti di Firenze dove entra in contatto con il gruppo dei macchiaioli. Da Firenze Boldini si trasferisce già nel 1871, un anno dopo la compiuta definitiva Unità d'Italia, a Parigi: ha 29 anni ed un bagaglio tecnico di prim'ordine che gli consente in fretta di imporsi nel mercato dell'arte francese apportando la novità del suo brio e della sua eleganza, dettata alla tela con pennellate lunghe e fluide. Riparato a Londra e a Nizza durante la Prima Guerra Mondiale, Boldini torna nel 1918 a Parigi dove subito riceve la Legion d'Onore. Due anni prima di morire dà (ufficialmente) l'addio al celibato e conosce e sposa la trentenne Emilia Cardona. Un grande pennello.
Qui faccio punto sia per non imitare il catalogo dell'editore Skira, sia perchè è doveroso lasciare tante altre entusiasmanti sorprese a chi avrà il buon gusto di visitare questa rassegna. Per tutti gli altri, indifferenti o disinteressati, non vale la pena aggiungere parola.  ----- Daniele Rubboli 
 
 
Didascalie
1) I coniugi americani Sterling e Francine Clark
2) Giovanni Boldini : Attraversando la strada 1873/75
3) Camille Pissarro  Loise L’Oise presso Pontoise, 1873
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