Norma

Sabato al Teatro Cenacolo di Lecco NORMA:NON SOLO CASTA DIVA Il capolavoro di Bellini in versione filologica con un soprano leggero nel ruolo di Adalgisa come l'autore aveva previsto La tradizione popolare identifica Norma, capolavoro del belcantismo romantico di Vincenzo Bellini, siciliano di Catania, nella preghiera alla luna della sacerdotessa dei Druidi, nell'antica Gallia occupata dai Romani.

06/mar/2011 11.04.58 Daniele Rubboli Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
 
Sabato al Teatro Cenacolo di Lecco
NORMA:NON SOLO CASTA DIVA
Il capolavoro di Bellini in versione filologica con un soprano leggero nel ruolo di Adalgisa come l'autore aveva previsto
 
La tradizione popolare identifica Norma, capolavoro del belcantismo romantico di Vincenzo Bellini, siciliano di Catania, nella preghiera alla luna della sacerdotessa dei Druidi, nell'antica Gallia occupata dai Romani.
La proposta di questo titolo, mai rappresentato a Lecco, in cartellone al Cenacolo Francescano sabato 19 marzo, non solo vuole chiudere l'applaudita stagione d'opera e operetta 2010-2011 con un'opera ormai rara, ma tende a sottolineare al pubblico come le tre ore di musica che sono condensate nei due atti nei quali si sviluppa il racconto, contengano ben altro. La magia di quel canto lunare del primo atto, si replica e ancor piu' si espande nel susseguirsi di un galoppare di emozioni che mettono a confronto l'atroce delusione d'amore di Norma che, rompendo il voto di castità dovuto dalle sacerdotesse, ha dato alla vita ben due figli il cui padre, del quale si è perdutamente innamorata è per giunta un nemico, con l'incantesimo dell'incontro con l'amore della "novizia" Adalgisa. Due donne di diversa età, in piena armonia tra loro, che improvvisamente si ritrovano su campi opposti perchè si sono "perse" per lo stesso uomo, Pollione, monumento alla stupidità dell'egoismo maschilista, un "pigmeo" qui messo a confronto con due donne nelle quali giganteggiano intelligenza e buoni sentimenti.
E Adalgisa interpreta da sola e in duetto con Norma, pagine di assoluta bellezza le quali, costruite secondo la miglior architettura belcantista, che pretende la stilizzazione delle umane tensioni, hanno il palpito vivificante dell'idea romantica della quale Bellini è un luminoso eroe.
Il secondo atto dell'opera, dalla tentazione di uccidere i due figli perchè non abbiano a soffrire lontani dalla madre, trattati come bastardi da una matrigna, alla decisione di purificarsi con l'estremo sacrificio, portano il pubblico ad una profonda commozione, confermando l'assoluta bellezza di questa musica che può essere letta come un commento a situazioni famigliari che sempre piu' avviliscono la società in cui viviamo. La mostruosità delle famiglie che si sgretolano infliggendo ai figli il trauma di un dolore che non riescono a capire e per il quale impiegheranno tutta la loro adolescenza e giovinezza per farsene una ragione.
Il finale dell'opera sposta tuttavia l'obiettivo su un'altro ideale calpestato ai giorni nostri: la fede nella propria religione e il senso dell'onore.
Norma sale sul rogo per essere purificata come spergiura e per ridare dignità al suo ruolo di sacerdotessa, confermando l'autorità dell'impegno che si era assunta.
Sullo sfondo di tanta tragedia la dolenza nobilissima di un padre, Oroveso, capo dei Druidi, che non potendo far nulla per salvare la figlia che ha sbagliato, si concede un lungo silenzioso pianto da genitore trafitto.
Oroveso un barbaro ? Non credo proprio. I barbari, sono tutt'altra cosa: li conosciamo bene e li vediamo e ascoltiamo ogni giorno perchè se non stanno in parlamento abitano la tv.
La "Norma" in scena sabato al Teatro Cenacolo Francescano di Lecco è interpretata dall'ormai affermata Maria Simona Cianchi; il ruolo di Adalgisa, contro ogni moderna tradizione che lo vuole affidato ad un mezzosoprano, è interpretato - come voleva Bellini - dal soprano lirico-leggero Barbara Fasol già acclamata a Lecco in "Cenerentola"; Pollione è il tenore cremonese Luca Bodini, altra felice conoscenza delle scene lecchesi e completano il cast Camilla >Antonini (Clotilde) e Daniele Corno (Flavio). Coro Mayr di Bergamo preparato da Salvo Sgrò e Orchestra Sinfonica di Lecco diretta da Aldo Salvagno. Le scene sono originali dello stesso teatro francescano. A me il piacere di firmare anche questa regia con l'assistenza della brava Corinna De Paoli. anche questo spettacolo, come tutti quelli realizzati nelle stagioni del Teatro Cenacolo, sarà reperibile nel DVD realizzato con grande professionalità da Mauro Amati.    --------------------   Daniele Rubboli
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl