Lecco: Norma sugli scudi

Lecco: felice conclusione della stagione NORMA SUGLI SCUDI AL TEATRO CENACOLO Si è felicemente conclusa tra le ovazioni di un teatro affollato da un pubblico festante, la stagione d'opera e operetta che i volontari del Centro Culturale Francescano di Lecco gestiscono al Teatro Cenacolo, avendo come guida due capitani coraggiosi.

20/mar/2011 18.53.02 Daniele Rubboli Contatta l'autore

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Lecco: felice conclusione della stagione
NORMA SUGLI SCUDI
AL TEATRO CENACOLO
Si è felicemente conclusa tra le ovazioni di un teatro affollato da un pubblico festante, la stagione d'opera e operetta che i volontari del Centro Culturale Francescano di Lecco gestiscono al Teatro Cenacolo, avendo come guida due capitani coraggiosi. Angelo Cesana e Giuseppe Fumagalli.
Con loro il giornalista e regista Daniele Rubboli il quale, direttore artistico del cartellone, è riuscito anche quest'anno a mettere in scena due titoli di grande impegno e grande suggestione, benchè defilitati rispetto alle opere cosidette da botteghino, quali "Simon Boccanegra" e questa "Norma" di Bellini che mai, in tempi moderni, era stata rappresentata a Lecco.
Maria Simona Cianchi è stata un gigante di personalità e intelligenza musicale, dando di Norma un'interpretazione ricca di chiaroscuri per evidenziarne l'intimo martirio di donna, madre, amante e sacerdotessa che riscatta gli errori della sua unama passione consegnandosi al sacrificio estremo.
La maturità artistica del soprano fiorentino che risiede a Sarzana di La Spezia, fa di lei oggi uno dei soprani drammatici piu' interessanti del panorama italiano, troppo spesso sacrificata dalla miopia degli organizzatori teatrali in opere come "Cavalleria rusticana", mentre potrebbe essere la giovane artista italiana alla quale affidare il recupero di capolavori abbandonati come "La vestale", "La Gioconda", "Armida", "Medea", "Ifigenia in Tauride", "Anna Bolena", "Poliuto", "Fedora" da produrre in Italia ed esportare in tutto il mondo.
Il tenore pugliese Leonardo Gramegna, che subito dopo la recita è partito per la Siberia dove canterà in tre diverse produzioni, è una splendida realtà delle nuove leve del tenorismo italiano, grazie alle quali si dovrebbero con serenità mettere in pensione i vari Cura e Domingo, penose icone del bel tempo che fu, per riconsegnare al pubblico artisti colti (Gramegna è laureato in architettura) dalla splendida vocalità mediterranea, generosi e musicalmente impeccabili.
Il basso friulano Abramo Rosalen è stato un poderoso Oroveso, senza facili eccessi, ma capace di dipingere un personaggio dalla profonda umanità che non riesce a dimenticare di essere padre, nonostante il ruolo di capo religioso del proprio popolo. Con tutti i finti e gli ex bassi che continuano ad abitare i grandi teatri italiani e stranieri, non si capisce se non con la stretegia delle "mafie" nell spettacolo, come questo artista non appartenga allo star system.
L'edizione voluta da Rubboli a Lecco ha ripristinato nel ruolo di Adalgisa la voce di soprano leggero così come Bellini l'aveva scritta, depurando la moda assurda dell'inserimento di un mezzosoprano. Barbara Fasol è stata così una restauratrice storica di questo ruolo che grazie a lei ha ritrovato la freschezza e l'entusiasmo giovanili che nessuno aveva potuto apprezzare nelle grevi interpretazioni della Stignani, della Simionato e della Cossotto, grandi cantatrici, ma qui fuori ruolo.
Semplicemente da manuale nei ruoli minori il soprano Camilla Antonini (Clotilde) e il tenore Daniele Corno (Flavio), mentre il Coro Mayr diretto da Salvo Sgrò ha confermato la propria vocazione operistica con una prestazione di alto livello.
Ben amalgamata l'Orchestra Sinfonica di Lecco che si conferma l'unica autorevole realtà strumentale attiva in questa città e nella sua provincia, nonostante squallide imitazioni. La direzione dell'ottimo e appassionato Aldo Salvagno l'ha portata ad una intensa lettura del capolavoro di Bellini che nessuno si azzarda piu' a riproporre, regalando al pubblico tre ore di intensa emozione nella consapevole riproposta di questo magico belcantismo romantico.
Tutto questo è stato inquadrato nella piu' moderna regia che Rubboli abbia realizzato, utilizzando sapientemente luci e proiezioni, con pochissimi elementi scenici che hanno però ricostruito con forte efficacia il mondo delle Gallie nel periodo della dominazione romana.  NPC
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grazie per l'attenzione preziosaaaaaaaaa
02.2842836
 
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