L'ITALIA DEI CONCORSI

05/apr/2011 09.44.16 Daniele Rubboli Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
 
Lettera aperta ai giovani artisti lirici
L'ITALIA DEI CONCORSI
QUASI SEMPRE DA EVITARE
 
Nella patria dell'opera lirica probabilmente non si poteva evitare che si arrivasse a questa assurda proposta di Concorsi per Voci Nuove.
Quindici anni fa alcuni, ed io con loro, gridarono allo scandalo perchè si organizzava un concorso alla settimana.
Oggi se ne organizza uno ogni 3 giorni.
Tutto è iniziato 30 anni fa quando sono apparsi in colonie sempre piu' affollate gli studenti di canto asiatici: giapponesi come apripista, poi coreani che hanno in breve superato le presenze nipponiche, e piu' tardi i cinesi. A loro si sono aggiunti, ma con presenze piu' modeste, i sudamericani e qualche nordamericano. Da qualche tempo abbiamo anche una massiccia presenza di russi e giovani provenienti da tutte le nuove repubbliche dell'ex Unione Sovietica.
Una tale utenza ha dato vita all'industria dei Concorsi Lirici che da Trento a Palermo sfruttano i sogni dei cantanti d'opera per raccogliere quote a volte vergognose a titolo di iscrizione, nonchè sovvenzioni da enti locali e sponsor vari, in modo da averne un sicuro e a volte cospicuo ritorno economico.
Il guaio è che nella stragrande maggioranza dei casi questi concorsi non servono a nulla.
Non servono al futuro delle nuove voci nè alla loro promozione.
Una busta con un po' di euro, una pacca sulla spalla e molto spesso il concorrente, finalista o bocciato che sia, si ritrova in tasca il biglietto da visita di un maestro di canto che lo invita ad affidarsi a lui, garantendo... nuove spese, nuovi sacrifici economici, nuove illusioni.
La vita è strana: finisce quando abbiamo fatto tanta esperienza da poter fare (volendo!) scelte di saggezza. Ma le scelte piu' importanti vanno fatte quando esperienza non si ha perchè ci si è appena affacciati alla vita.
Fermo restando che ognuno può gettarsi via come meglio crede, vorrei dare un paio di consigli ai "giovani" affinchè siano meno vittime dei concorsi di canto.
Prima di tutto controllare la giuria, evitando scrupolosamente i bandi nei quali non sono specificati nomi e ruoli nell'organizzazione musicale dei giurati.
Prediligere assolutamente quelle giurie composte da operatori musicali attivi, gente che può anche immediatamente, secondo i meriti e la preparazione del candidato, offrirgli un'occasione di lavoro.
I Concorsi devono essere porte aperte sul mondo del lavoro, non anticamere per master class, stage, accademie, e neppure offrire scritture per un titolo operistico al quale si accede però solo dopo un mese di "studio" al Laboratorio A o all'Accademia B sostenendo spese assurde.
Dico questo perchè MAI nella mia vita teatrale, che liricamente parlando inizia nel 1972, i migliori usciti dai miei concorsi o dalle mie audizioni sono rimasti senza soddisfazione immediata, e spesso ha recuperato anche i "rimandati" che a mio parere meritavano fiducia.
D'altra parte partecipare alla giuria di un concorso è impegno così stancante che preferirei evitare, se non avessi la necessità di rinnovare costantemente i cast delle mie produzioni che non sono certo punti d'arrivo, ma trampolini di lancio per i giovani di talento.
E se lancio è, va da sè che, per lo spettacolo successivo, ho bisogno di nuovi artisti.
Anche per questo sarò al Teatro Consorziale di Budrio dall'11 al 14 maggio, per il Concorso Internazionale di Canto Lirico Anselmo Colzani, un appuntamento che offre una corsia privilegiata per entrare al Maggio Musicale Fiorentino, alle produzioni in stagione al Teatro Consorziale di Budrio, alle opere ed agli spettacoli musicali del mio Laboratorio Lirico Europeo di Milano.
--------------------------------------------------------------------------------------------    Daniele Rubboli 
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl