il regista olmi si vergogni

15/nov/2005 18.16.02 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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OLMI, DALL'ALTO DELLA SUA CELEBRITA', PERCHE' SI ABBASSA A FARE DELLE RUFFIANATE A LISSNER?

Ermanno Olmi, noto, celebre, famoso (meritatamente) come regista di cinema, ha voluto provare la regia lirica. Gli è andata male. Nel "Ballo in maschera", a Lipsia, il pubblico gli faceva "buuh-buuh", mentre applaudiva il M.o Chailly e i cantanti. Ma Olmi non demorde. Ormai ha deciso di dare la scalata al teatro lirico, tant'è che si lancia in sviolinate pazzesche all'indirizzo del sovrintendente della Scala. Secondo Olmi, con Lissner, "questo signore capace e attendibile, la Scala è ripartita alla grande". Come fa a dirlo, se Lissner non ha ancora fatto niente?
O il caro Olmi stravede, oppure non si vergogna di adulare smaccatamente Lissner nella speranza di ottenere una regia alla Scala. Va bene che nel mondo dello spettacolo la piaggeria è sempre di moda, ma da parte di un regista famoso in tutto il mondo, verso un Lissner, che quasi tutto il mondo ignora chi sia, ci sembra veramente troppo.
Siccome ho sempre detestato gli opportunisti, gli arrivisti e tutti coloro che non si vergognano di scavalcare propri colleghi per trarne profitto, vorrei dedicare al regista Olmi, con l'augurio che si redima, una serie di aggettivi su cui meditare: adulatore, incensatore, cortigiano, piaggiatore, lecchino e servile.

Giuseppe Zecchillo - Segretario SNAAL e già consigliere d'amministrazione del Teatro alla Scala







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