lettera aperta a lissner

16/nov/2005 17.22.40 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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Da: Zecchillo (Messaggio originale) Inviato: 16/11/2005 17.07
LETTERA APERTA AL SOVRINTENDENTE DELLA SCALA, STEPHANE LISSNER
(e per conoscenza a tutta la stampa)

Caro Sovrintendente,
nel poco tempo trascorso dalla Sua nomina avrà avuto modo di constatare che l'attende un compito piuttosto difficile, poiché la Scala non è un teatro come tutti gli altri. Non mi riferisco solo alla sua gloria passata, ma alla situazione attuale. Tuttavia siamo fiduciosi che tale situazione possa normalizzarsi, eliminando gradualmente, ma fermamente, i privilegi dei singoli e dei gruppi, che sono stati la rovina della Scala.
Per riportare questo teatro al suo passato splendore bisogna anzitutto tenere presente che "la Scala è la musica"; tutto il resto è di contorno.
La lirica costituisce certo una grande tradizione da tutelare, ma il fiore all'occhiello della Scala era la sua stagione sinfonica con la presenza dei più grandi direttori d'orchestra del mondo. Questa stagione è stata azzerata negli ultimi 15 anni, perciò nessuno dei grandi direttori d'orchestra è più apparso a Milano.
Ciò che Le chiediamo è di volersi impegnare per ripristinare la stagione sinfonica della Scala e riportare a Milano i grandi maestri. L'orchestra della Scala è all'altezza della grande rentrée della musica sinfonica e siamo certi che darà prova di elevata professionalità.
Ma, per fare questo, i professori dell'orchestra non dovranno più assentarsi per esibirsi privatamente, come hanno fatto negli ultimi 15 anni. La Scala ne ha ricevuto grave danno.
Ci sono stati episodi eclatanti, che hanno creato scandalo, come quando (alcuni anni fa) doveva andare in scena la "Gioconda" di Ponchielli, ma l'orchestra trascurava le prove dell'opera per provare assiduamente i concerti privati da eseguire all'estero. Infatti quella "Gioconda" fu un insuccesso, con danno d'immagine e di incassi per la Scala. In un'altra occasione il sovrintendente dovette noleggiare un'altra orchestra , quella dei "Pomeriggi Musicali" (club privato) per andare in scena, poiché gli orchestrali della Scala erano assenti, avendo un concerto privato in Spagna. Questo fatto provocò una grossa spesa per il teatro, non prevista dal bilancio. E' chiaro che, con un sistema di privilegi , il nostro teatro non poteva funzionare al meglio.
Se Lei avesse la disponibilità, la volontà e l'impegno di cambiare questo stato di cose, farebbe il più significativo passo avanti per riportare la Scala ai "tempi d'oro", quando c'erano Toscanini, De Sabata, Serafin e altri maestri, con i quali l'orchestra della Scala lavorava per la Scala e non per conto proprio.
Grato dell'attenzione, Le porgo i più cordiali saluti
Giuseppe Zecchillo

Giuseppe Zecchillo - Segretario SNAAL e già consigliere d'amministrazione del Teatro alla Scala





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