Zecchillo= Ora che la Scala è allo sfascio tutti mi danno ragione

ORA CHE LA SCALA E' ALLO SFASCIO, BERLUSCONI, BUTTIGLIONE, ALBERTINI E PERSINO PAOLO ISOTTA MI DANNO RAGIONE

02/dic/2005 09.38.28 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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Da: Zecchillo (Messaggio originale) Inviato: 02/12/2005 16.15
Da: artistilirici in risposta a Messaggio 1 Inviato: 21/10/2005 17.59
ORA CHE LA SCALA E' ALLO SFASCIO, BERLUSCONI, BUTTIGLIONE, ALBERTINI E PERSINO PAOLO ISOTTA MI DANNO RAGIONE
IN ANNI DI BATTAGLIE IN DIFESA DEL TEATRO NESSUNO MI HA ASCOLTATO

E' facile diagnosticare la malattia al capezzale di un moribondo; bisognava farlo quando il poveretto poteva guarire. Parlo della Scala, ovviamente, e spero che la guarigione miracolosa possa ancora avvenire con la collaborazione, l'impegno e la serietà di tutti gli addetti alle cure, politici compresi. Il Ministro Buttiglione dice che saranno varate misure per favorire lo scambio degli allestimenti scenici fra i vari teatri, evitando così doppioni e sprechi. Il Ministro evidentemente non sa che le le "misure" c'erano già nella Legge 800/67 ed erano sistematicamente disattese...perché i dirigenti rivendicavano la loro totale "autonomia" di decidere. Come li obbligherà Buttiglione?
Ma c'è un altro problema: se gli allestimenti sono mastodontici, strutturati sl palcoscenico e quindi poco manovrabili, gli altri teatri non accetteranno lo scambio perché inadeguato e comunque troppo costoso. Queste cose le abbiamo dette mille volte, ma se i più incompetenti in materia di teatro sono proprio coloro che danno consigli e prendono provvedimenti, stiamo perdendo tempo.
"Sprechi - dichiara Albertini - e aree di privilegio sono intollerabili". Bravo! finora proprio lui ha incoraggiato gli uni e gli altri, adesso fa la scoperta dell'acqua calda.
Filippo Penati, presidente della Provincia, si dice disposto a versare milioni di euro alla Scala, ma "senza ripianare i debiti, frutto di errori del passato". Bravo anche lui! chi li ripianerà allora questi mostruosi debiti? Noi contribuenti?
E l'assessore alla cultura, Zecchi, se la prende con i vantaggi corporativi e le zone di inefficienza... ma quante volte abbiamo additato i danni che la Filarmonica ha recato alla Scala, condizionandone il calendario con le frequenti assenze dell'orchestra impegnata in concerti privati? Quante volte abbiamo detto che per le prove di un'opera non c'è bisogno di mettere il teatro in "Riposo" e bloccare le recite? Quante volte abbiamo detto di non appaltare i costumi e gli arredi, ma riutilizzare quelli giacenti a migliaia nei magazzini?
Ora si "scopre" che il consiglio di amministrazione della Scala era anomalo e che questo fatto ha recato danni enormi al teatro ; ma per 8 anni mi sono scagliato contro la composizione del consiglio di amministrazione della Scala,definendolo un "comitato di affari", mentre Albertini era ben lieto di favorirlo e consiglieri comunali tacevano.
Però Buttiglione una cosa saggia l'ha detta, rettificando la trovata di Berlusconi sul licenziamento di 600 dipendenti per risanare il bilancio:"Difficile licenziare in blocco 600 persone, bisogna invece attuare una ristrutturazione severa. Bisognerebbe aumentare la produttività dei teari: un musicista, in Germania, lavora 300 giorni l'anno, in Italia 190 giorni".
Quando lo dicevo io, nessuno mi ascoltava, speriamo che ascoltino il ministro.
Carlo Fontana, ex-sovrintendente, si dice "dispiaciuto" della crisi scaligera: dispiaciuto che saltino fuori tutte le cose che, negli anni, hanno portato la Scala al disastro? Fontana avrebbe fatto meglio a non intervenire in questa polemica. Chi l'ha consigliato di farlo dev'essere completamente scemo. Infatti il predecessore di Fontana, Badini, si è dimostrato più accorto defilandosi del tutto. La crisi della Scala è degenerata per gli errori insostenibili degli ultimi anni, ma è di vecchia data. E' iniziata con il sovrintendente Paolo Grassi, il peggiore, il più incompetente, clientelare, demagogo e gradasso, ma siccome è morto lasciamolo in pace. Badini, ereditando un teatro gravemente deficitario e squilibrato, non ha saputo fare marcia-indietro. Si è barcamenato con più furbizia che abilità, non risolvendo i problemi, che sono diventati pesanti. Infine Fontana: per tenersi buoni i potenti si è lasciato mettere i piedi sul collo e quelli ne hanno approfittato. Così tutt!
o è andat



o a rotoli.
Ben si sa che coloro che potrebbero far cacciare il sovrintendente sono i professori dell'orchestra e i coristi, senza dei quali non si può fare spettacolo alcuno. I sovrintendenti Grassi, Badini e Fontana, per paura delle loro rimostranze, hanno fatto a gara ad aumentare gli stipendi, salvaguardando così la loro poltrona. Inoltre la loro colpa più grave è stata quella di avere gonfiato gli organici degli uffici con persone non necessarie, ma segnalate dai partiti e dai singoli politici. Non l'hanno fatto a vantaggio dela Scala, ma per garantirsi il posto il più a lungo possibile.
Dulcis in fundo il caro Paolo Isotta, che non ha mai brillato per coraggio, sempre disponibile verso gli artisti potenti, le agenzie teatrali potenti, i dirgenti potenti, le case discografiche potenti, insomma verso tutti quelli che io attaccavo e spesso denunciavo per le loro scorrettezze e prevaricazioni. Io ho rinunciato al lavoro per portare in Tribunale certe agenzie che sfruttavano i cantanti. Ma questa è storia nota. Vorremmo qualche gesto sinificativo anche da Isotta, che ci fa la lezioncina domandando - ironcamente - perché si dovrebbero salvare i teatri lirici. Gli rispondo che, perdurando l'attuale politica teatrale dovuta a dirigenti lottizzati, incapaci e incompetenti, è meglio chiudere questi teatri-pozzi perdenti e devolvere i risparmi sulle situazioni drammatiche causate da povertà, malattia, inabilità e tanti altri problemi di vita vera.
Dimenticavo Lissner. Cosa fa, cosa dice il sovrintendente Lissner, mentre il sindaco, il ministro, l'assessore ecc. si spremono le meningi? Lissner se ne sta a Cannes in vacanza a prendere il sole...preoccupandosi però che la Scala perda credibilità con 9 milioni di euro in meno da spendere. La credibilità, caro Lissner, non si acquista con i soldi, ma con la serietà, e l'impegno, con la trasparenza e la correttezza e soprattutto con la professionalità.

Giuseppe Zecchillo - Segretario SNAAL e già consigliere di amministrazione del Teatro alla Scala



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