tutti stranieri alla Scala

La Scala inaugura il 7 dicembre con "Idomeneo" di Mozart, eseguito da un cast di stranieri sconosciuti, tutti: dal direttore d'orchestra all'ultimo comprimario.

05/dic/2005 11.46.41 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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SCONOSCIUTI, TUTTI STRANIERI, ALLA SCALA

CON LISSNER, LA SCALA E' DIVENTATA UN TEATRO DI AVVIAMENTO PER GIOVANI TALENTI... STRANIERI

La Scala inaugura il 7 dicembre con "Idomeneo" di Mozart, eseguito da un cast di stranieri sconosciuti, tutti: dal direttore d'orchestra all'ultimo comprimario. Non c' è posto, alla Scala, per gli artisti italiani. Vorremmo sapere per quale strana ragione, visto che il lavoro viene offerto praticamente a dei debuttanti che nessuno ha mai sentito nominare. Se la Scala deve inaugurare con degli sconosciuti e non con i grandi nomi, come si faceva per lunga tradizione, ci domandiamo perché mai siamo andati a cercare addirittura all'estero un sovrintendente che pare non abbia mai diretto un grande teatro lirico; bastava un primo violino, o un segretario artistico, che avrebbero fatto molto meglio. Neanche Muti ha mai osato fare un programma così esterofilo e con gente ignota; una percentuale di artisti italiani, sia pure minima, la rispettava e si serviva di grandi cantanti, di note celebrità, almeno per le "prime".
Un altro episodio, secondo noi, gravissimo è che Lissner ha ceduto al capriccio del direttore d'orchestra, che ha preteso cambiare il titolo dell'opera inagurale. Tutti sanno che era stato deciso, annunciato, stampato, che si sarebbe aperta la stagione con "Così fan tutte", ma il giovane direttore d'orchestra, Daniel Harding, ha preferito "Idomeneo". Quando mai un direttore d'orchestra fa cambiare il cartellone già approvato?
Se uno scritturato della Scala ha il potere di sovvertire i programmi, a che si riduce l'autorevolezza del sovrintendente? La Scala è in balìa del primo venuto che fa e disfa a piacimento. Erano le "primedonne" a fare i capricci nell'800; poi Toscanini e De Sabata misero fine con rigore a questo genere di personalismi. Con Lissner siamo tornati indietro. Sorge il dubbio che il sovrintendente non abbia polso, sia un debole, un compiacente. E questo dubbio ha creato, in coloro che amano la Scala, turbamento e preoccupazione. Cosa sarà il futuro della Scala?

Giuseppe Zecchillo - Segretario SNAAL e già consigliere d'amministrazione del Teatro alla Scala

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