Ciampi non difenda la Scala

06/dic/2005 10.36.17 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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INAUGURAZIONE DELLA SCALA

CIAMPI NON DIFENDA IL TEATRO DAI TAGLI MA DAGLI INCOMPETENTI E DAI LADRI

Leggo su "la Repubblica" del 6/12/05 che una delegazione di dipendenti della Scala incontrerà domani sera il Presidente Ciampi per chiedergli di "difendere il teatro dai tagli" (finanziari).
Alla Scala non sono mai arrivati tanti soldi come negli ultimi anni, da parte dello Stato, degli Enti Locali e degli sponsors; eppure i bilanci hanno segnato pesantissimi deficit. Allora è evidente che i soldi sono stati spesi in modo improprio, alla leggera, forse per alimentare privilegi e clientele, piuttosto che nell'interesse del teatro e dei cittadini/fruitori. Farebbero bene i dipendenti scaligeri a chiedere a Ciampi di difendere la Scala non dai tagli finanziari, ma dagli sprechi, dall'irresponsabilità di certe scelte, dall'incompetenza gestionale e persino da una disonestà di fondo. Dice "la Repubblica" che il Presidente Ciampi incontrerà la delegazione dei dipendenti scaligeri nell'intervallo dello spettacolo; speriamo abbia qualche minuto di tempo per incontrare anche una delegazione dei disoccupati radunati in manifestazione davanti alla Scala. Del resto non spira aria di abbondanza su questa "prima": parecchi palchi sono rimasti invenduti. Lo credo bene! il prez!
zo va dai


550 al 2500 euro a biglietto. Sicuramente aveva ragione il giornalista Armando Torno del "Corriere" quando disse che gli spettacoli della Scala sono realizzati con i soldi dei poveri per fare divertire i ricchi. Il sovrintendente Lissner ha detto che "la Scala è di tutti" - bella scoperta! - ma lui è il primo a ritenerla una bomboniera di lusso: ha fatto ripristinare, per Ciampi, il lavandino dorato nel palco d'onore. Roba che risaliva alla monarchia absburgica e che non era stata riproposta neppure per il Duce e tantomeno per i Presidenti della Repubblica precedenti a Ciampi. Lissner si fa un merito di superare se stesso in piaggeria. Ma ho l'impressione che Lissner ci stia prendendo in giro rispolverando cimeli di un passato che il progresso aveva reso obsoleti. Invece era proprio un segno di progresso che ci si aspettava da Lissner per la Scala. Vedremo se il sovrintendente deluderà del tutto queste aspettative.

Giuseppe Zecchillo - Segretario SNAAL e già consigliere d'amministrazione del Teatro alla Scala

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