SCALA biglietti mistero

Il sovrintendente Lissner si è compiaciuto di definire la Scala "teatro dalle porte aperte": ma, per fare entrare chi?

16/dic/2005 07.39.36 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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Da: Zecchillo (Messaggio originale) Inviato: 15/12/2005 18.15
SCALA: IL MISTERO DEI BIGLIETTI INTROVABILI

Com'è noto, la Scala ha 2030 posti in tutto. Per gli spettacoli "fuori abbonamento" i biglietti per questi posti - teoricamente - dovrebbero essere tutti in vendita. Ci risulta, invece, che sarebbe disponibile per il pubblico una quantità esigua di biglietti: circa un quarto della totalità dei posti. Tant'è che moltissime persone, che hanno tentato di prenotarsi per il "Rigoletto" del prossimo gennaio e per "Le nozze di Figaro" di febbraio, sono rimaste a mani vuote. Il sovrintendente Lissner si è compiaciuto di definire la Scala "teatro dalle porte aperte": ma, per fare entrare chi? Il sovrintendente dovrebbe sapere dove vanno a finire circa 1500 biglietti della Scala per gli spettacoli fuori abbonamento. Saremmo curiosi da saperlo anche noi. Aprire le porte della Scala per "alcuni" privilegiati e chiuderle per gli altri non favorisce la cultura...ma il clientelismo. Inoltre, siamo sicuri che questi "privilegiati", che possono accedere alla Scala, paghino il loro biglietto?!
Enti, ba


nche, sponsors, di quanti "omaggi" dispongono? Nessuno crede che tanti emeriti personaggi vadano alla Scala perché amano la musica, bensì perché è un luogo prestigioso - una cornice dorata - dove fare le loro pubblche relazioni e intessere i loro affari.
In ogni modo, il sovrintendente Lissner dovrebbe occuparsi seriamente del funzionamento corretto della biglietteria. Specialmente quando si danno opere popolari, molto richieste, i biglietti (come già accaduto più volte in passato) sono "esauriti" presso la biglietteria, ma poi vengono offerti a mazzi dai bagarini con il prezzo triplicato. La carenza di biglietti potrebbe nascondere, invece che un "mistero", un gioco sporco, che è necessario stroncare a tutti i costi, anche con l'intervento degli agenti di polizia.
I cittadini pagano fior di tasse per la Scala, e non pochi sono disposti a pagare anche un salatissimo biglietto per godersi l'opera; hanno, o non hanno, questi cittadini, il diritto reale, concreto di fruire del teatro? Gradiremmo una risposta seria.

Giuseppe Zecchillo - Segretario SNAAL e già consigliere di amministrazione del Teatro alla Scala







Nota: Microsoft declina


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