Muti in Senato ha perso una grande occasione

Riccardo Muti ha dichiarato alla stampa:" In Italia la musica è in ginocchio.

19/dic/2005 11.37.42 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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MUTI IN SENATO HA PERSO UNA GRANDE OCCASIONE

Riccardo Muti ha dichiarato alla stampa:" In Italia la musica è in ginocchio. Mi dispiace vedere questo degrado anche se non sono più legato alle istituzioni italiane. La Spagna decuplica le sale da concerto, noi chiudiamo le orchestre".
Ci stupisce e amareggia tanta ipocrisia, poiché ogni cittadino italiano adulto e con un minimo di intelligenza si è reso conto della recessione economica del nostro paese. Parlare di "decuplicare" le sale da concerto quando mancano i soldi per gli ospedali e altre cose indispensabili è snobistica follia o, più semplicemente, malafede. Nell'ambiguità Muti si destreggia bene: eleva fiere proteste e, contemporaneamente, va a dirigere docilmente e servilmente un concerto in Senato. Quella era la sede adatta, la grande occasione per lanciare un appello in favore della musica in Italia. Perché Muti, mentre era là, nel centro del potere, non si è fermato in segno di protesta? Perché sapeva bene che, se lo avesse fatto, si sarebbe inimicato i potenti, e sapeva ancor meglio che, senza il favore dei potenti, la carriera si blocca.
Quando Muti era il beniamino dei politici di ogni colore - dal Sindaco Albertini all'allora Ministro Veltroni - l'unico progetto che lo interessava era quello di salire sul podio il più spesso possibile (30-40 milioni a sera) per diventare sempre più ricco e celebre. Per il resto, non degnava della minima attenzione i miei interventi nel Consiglio di amministrazione della Scala, dove criticavo un sistema gestionale a mio parere troppo dispendioso e troppo poco culturale e difendevo la tradizione teatrale e musicale del nostro paese.
Ora Muti ha fondato l'Orchestra Cherubini, formata da giovani elementi. Questi giovani vengono adoperati da Muti nelle ormai rare occasioni in cui il maestro si esibisce in Italia, per il resto del tempo sono disoccupati. Muti se ne va in giro per il mondo con i suoi contratti personali e si ricorda dei giovani orchestrali nelle sue giornate libere.
Se Muti volesse veramente difendere la musica qui in Italia, non si limiterebbe alle solite parole. Le battaglie si vincono con i fatti. E il fatto è che Muti, disprezzando la politica e i politici a parole, è andato nel centro del potere a servirli e sollazzarli con il suo concerto. Mi ha ricordato i musicisti del '700, che si esibivano a corte o nelle case dei grandi signori e poi andavano a cenare in cucina con la servitù.
Se la musica in Italia è finita nell'attuale stato di sfascio, la colpa è anche delle persone come Muti, che si danno da fare per accumulare soldi, ma non scendono mai "in piazza", non si espongono come il sottoscritto e quindi non corrono alcun rischio. Tant'è che Muti elogia l'ex-ministro dei Beni Culturali, Walter Veltroni, che è stato proprio colui che ha estromesso i musicisti dai consigli di amministrazione dei teatri, sostituendoli con i politici e i miliardari incompetenti e interessati a farsi i loro affari.

Giuseppe Zecchillo - Segretario SNAAL e già consigliere di amministrazione del Teatro alla Scala

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