I: TRIONFALE TRAVIATA DEI 150 ANNI

07/mar/2003 14.45.39 Daniele Rubboli Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA
 
TRIONFALE TRAVIATA DEI 150 ANNI
Tutto esaurito al Teatro Carani di Sassuolo dove da 22 anni non si rappresentava

un'opera lirica - Grande interpretazione di Serena Daolio affiancata da un superbo

 Carlo Maria Cantoni e dal bravo Rosario La Spina -

Trionfo raro quello che il 6 marzo 2003 è stato registrato al Teatro Carani di Sassuolo, unico teatro italiano che ha celebrato i 150 del capolavoro più rappresentato di Giuseppe Verdi, andato in scena alla Fenice di Venezia il 6 marzo 1853.

Erano 22 anni che il Carani non metteva un'opera in cartellone e d'altra parte come può farlo un teatro privcato che non ha sovvenzioni da nessuno per queste iniziative di cultura musicale.

Il miracolo è stato firmato da Roberto Costi, direttore storico del Carani e da Daniele Rubboli, regista dello spettacolo e responsabile del magnifico cast che gli ha dato vita.

Serena Daolo di Carpi (MO) è stata una Violetta moderna, vera, palpitante, coinvolgente, testimoniando una foprza artistica che spiega il perchè tante agenzie italiane le facciano guerra, temendo che possa non solo offuscare, ma cancellare dai teatri le pallide presenze delle sue colleghe che affrontano assai più mediocramente lo stesso repertorio.

Al suo fianco un immenso Carlo Maria Cantoni il cui Germont è stato semplicemente una lezione di canto per un personaggio sofferto, profondamente interiorizzato cantanto in un gioco di fascinosi chiaroscuri, spesso a fior di labbra.

Perfetta per tutti la dizione del fraseggio letterario di estrema chiarezza, e così anche per il simpaticissimo tenore italo-australiano Rosario La Spina, un ragazzone credibilmente acceso dal fuoco del primo amore, delle prime irrefrenabili gelosie, dei primi sinceri pentimenti da cucciolo di uomo che cresce: la lezione di due anni d'Accademia della Scala gli è servita a dominare le irruenze vocali ed a cantare con grande tenerezza.

Elena Serra è stata una Flora da manuale nonostante la sua giovane età, mentre Tiziana Scaciga Dalla Silva si è stata una Annina a dir poco fascinosa, anche se con questa recita ha dato l'addio all'esperienza nel comprimariato per affrontare i grandi ruoli che la stanno aspettando.

Andrea Bragiotto (Gastone), Sudo Shingo (Barone), Gabriele Nani (Marchese) hanno confermato la loro giovane presenza che presto li vedrà in ruoli protagonistri in tutto il teatro europeo.

Hanno aggiunto spezie con una dedizione commovente alcuni coristi della Rossini di Modena nei ruoli minori: Luciano Pagani (Grenvil), Gabriele Badiali (un Giuseppe così intonato come mai si ascolta), Luigi Ferrari (domestico di Flora) e Gino Cavazzuti (Commissionario).

Raffinata la lettura di Vito Lombardi che ha diretto l'Emseble '800, orchestra creata per Leo Nucci da Paolo Marcarini, mentre preparatissimo è risultato il Coro Puccini di Sassuolo (con qualche rinforzo dalla Rossini di Modena) diretto dal bravo Francesco Saguatti.

Il Gruppo Libertas ha eseguito le coreografie di Mirella Rosi, mentre Tema ha realizzato le luci studiate da Rubboli che ha firmato anche la scenografia realizzata dal Teatro Carani.

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dall'Ufficio Stampa del T. Carani di Sassuolo t. 0536 811084  (per le foto)

in collaborazione con L'Ufficio Stampa del Rosetum di Milano


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