Stupefacente: a torino il sovrintendente non conta niente

Si dà il caso che il tenore Roberto Alagna sia scritturato a Torino per la "Manon" di Puccini e che il suddetto tenore abbia un "fan" nella persona del celebre attore Jean Reno, incontrandolo, sempre per puro caso, durante una tournée della "Carmen" nel sud della Francia.

25/dic/2005 11.49.54 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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Da: Zecchillo (Messaggio originale) Inviato: 23/12/2005 18.35
STUPEFACENTE: AL TEATRO DI TORINO CHIUNQUE PUO' SCRITTURARE, MENO IL SOVRINTENDENTE

Quando dicevo che certi sovrintendenti dovrebbero cambiare mestiere e andare in posti dove fanno meno danno, mi esprimevo duramente, ma non sbagliavo. Lo prova il fatto che ora Walter Vergnano, sovrintendente da parecchi anni del Teatro Regio di Torino, fa scritturare i registi dai tenori. A tanto non si era mai arrivato, ma questa sembra la stagione delle novità sciocc...anti. Si dà il caso che il tenore Roberto Alagna sia scritturato a Torino per la "Manon" di Puccini e che il suddetto tenore abbia un "fan" nella persona del celebre attore Jean Reno, incontrandolo, sempre per puro caso, durante una tournée della "Carmen" nel sud della Francia. I due artisti diventano amici, sicché, da buon amico, Alagna chiede a Reno:" Vuoi lavorare nell'opera lirica? Vuoi fare il regista di "Manon" a Torino?" - Reno non ha sperienza in questo campo e si schermisce, ma Alagna insiste, come fosse lui il sovrintendente, e convince l'attore a buttarsi in un'alea sconosciuta. E' una storia che!
sembra u


na fiaba, ma ancora più fiabesco è che il vero sovrintendente, Vergnano, sottoscrive il contratto per Reno senza avere alcuna certezza che il bravo attore sia anche un valido regista. Non solo, ma - per l'occasione - Vergnano programma un novo allestimento dell'opera pucciniana. E' fresca fresca la decisione dei "tagli" ai fondi per la musica; ministri e senatori consigliano, premono affinché le Fondazioni lirico/teatrali risparmino, producano in collaborazione per evitare doppioni di allestimenti, rivisitino i magazzini per salvare gli scenari e i costumi più belli e ancora proponibili... Di "Manon" esistono centinaia di allestimenti nei magazzini teatrali, tutti bellissimi, alcuni pregevoli, ma Vergnano ordina "tutto nuovo", forse perché, dal momento che non si occupa di scegliere i registi, vuole almeno scegliere gli appalti scenografici. Forse a Torino, e in altre Fondazioni teatrali, i soldi abbondano e si può sprecare. Torino rischia con un regista che non ha mai fatto!
il regis


ta, tantomeno di opere liriche, quasi che ormai il senso di responsabilità e di professionalità siano usciti dai nostri teatri e siano stati sostituiti dalla faciloneria e dal dilettantismo.
Non venitemi a raccontare che saranno i "tagli" a dare il colpo di grazia ai teatri italiani.

Giuseppe Zecchillo - Segretario SNAAL e già consigliere di amministrazione del Teatro alla Scala

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