Povera italia

Basti citare il recente "Idomeneo" alla Scala: regista, scenografo, costumista, direttore d'orchestra, cast di canto (e persino il sovrintendente) tutti stranieri, e l'opera - cantata male, allestita peggio, diretta con parecchie carenze - è stata un fiasco a detta dei più importanti critici musicali del mondo.

29/dic/2005 11.48.58 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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DOVE STA ANDANDO LA NOSTRA CARA ITALIA?
SIAMO VITTIME DI UN'ESTEROFILIA MUSICALE DEVASTANTE

Mi sono preso la briga di consultare i programmi di tutte le più importanti fondazioni musicali italiane e anche dei teatri di tradizone, che non sono meno importanti per la diffusione della musica. Ho scoperto così che, in tutte queste istituzioni, l'80% dei cantanti, direttori d'orchestra, registi e solisti di opere sinfoniche sono stranieri. Non è stata una scoperta lusinghiera. La cosa avrebbe un senso se gli artisti italiani fossero inferiori, per preparazione e predisposizione, agli stranieri; ma abbiamo la prova che così non è. Basti citare il recente "Idomeneo" alla Scala: regista, scenografo, costumista, direttore d'orchestra, cast di canto (e persino il sovrintendente) tutti stranieri, e l'opera - cantata male, allestita peggio, diretta con parecchie carenze - è stata un fiasco a detta dei più importanti critici musicali del mondo. La Scala, teatro glorioso, noto universalmente, guardato con ammirazione e invidia, presenta l'opera inaugurale (un momento solenne in !
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lia doveva esibire il prodotto culturale di cui è capace) dimostrando che siamo sprovvisti di artisti italiani e che non sappiamo più fare l'opera lirica. Non è stato un momento di trionfo, ma di vergogna. Il critico musicale Cristiano Gatti ha detto:" Col risultato modesto di questo "Idomeneo" siamo doppiamente umiliati, perché abbiamo subìto una dominazione straniera e un'occupazione coloniale".
Se abbiamo un minimo di orgoglio nazionale dobbiamo fare ogni sforzo per superare quella penosa inaugurazione e riprendere il nostro primato. Non dobbiamo dimenticare che il melodramma è nato in Italia 4 secoli fa, che in Italia si è evoluto e perfezionato e che dall'Italia si è sviluppato in tutto il mondo.
La grande musica è indice di civiltà; in ogni paese civile esiste un teatro lirico-sinfonico; in tutti i cartelloni del mondo gli artisti italiani hanno sempre riscosso i maggiori entusiasmi, hanno fatto scuola, hanno tenuto alto il presigio della nostra cultura musicale. E' da qui che bisogna ripartire per valorizzare i nostri nuovi talenti artistici. Bisogna risalire la china con un programma adeguato, che dovrebbe essere l'impegno prioritario di tutte le istituzioni musicali italiane, le quali ricevono denaro pubblico e privato sufficiente per mantenere questo impegno. Prima della guerra, essendo più difficile per la stragrande maggioranza della gente spostarsi verso le città sedi di un teatro, si erano istituiti tre "Carri di Tespi" (cioé un teatro itinerante): uno per il nord, uno per il centro e uno per il sud dell'Italia, allo scopo i portare la musica e il melodramma ovunque. Nel nord il Carro di Tespi fece stagioni clamorose al Castello Sforzesco di Milano, raggiun!
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0.000 spettatori a sera. Non era un teatro d'élite, ma un teatro popolare, il cui biglietto era accessibile a tutti: non era solo un fatto culturale, ma anche sociale, poiché tutti gli Italiani-contribuenti avevano qualcosa in cambio. Oggi solo le persone molto abbienti possono permettersi di comprare il biglietto e godersi lo spettacolo. Un teatro costosissimo per pochi privilegiati è l'ultima spiaggia della musica.
Dobbiamo ritrovare l'orgoglio di essere portatori di cultura e rifiutare, anzitutto dentro di noi, l'ipotesi che una volta eravamo i primi e oggi siamo gli ultimi.

Giuseppe Zecchillo - Segretario SNAAL e già consigliere d'amministrazione del Teatro alla Scala

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