Lecco Manon lescaut

20/nov/2011 12.01.06 Daniele Rubboli Contatta l'autore

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Sabato 19 novembre al Teatro Cenacolo
DANIELA STIGLIANO
VERA MANON LESCAUT
  soprano Daniela Stigliano
 
La coraggiosa sfida del Teatro Cenacolo di Lecco, che ha messo in scena "Manon Lescaut" di Giacomo Puccini, con la direzione di Aldo Salvagno e la regia e direzione artistica di Daniele Rubboli, è stata vinta a pieni voti per la straordinaria interpretazione di Daniela Stigliano che ha dimostrato di essere in perfetta sintonia con questa creatura di Puccini.
Virginale nel primo tempo, civettuola e passionale nel secondo, sconfitta nel terzo e esasperata e dolente nel quarto, Daniela Stigliano ha perfettamente miscelato la sua autorità di attrice ad una intensa resa vocale, tutta protesa a trasmettere emozioni in un gioco chiaroscurale che conferma la sua maturità tecnica.
A questo si aggiunga la bellezza della sua presenza scenica e si ha una Manon Lescaut oggi rara nel panorama dei soprani lirici italiani.
Con lei il tenore genovese Mauro Pagano dopo aver subito qualche nervosismo nel primo atto - l'opera ha sempre fatto tremare i polsi anche ad artisti come Domingo e Martinucci - è andato in crescendo realizzando un personaggio tormentato e pulsante nella sua fatale passione.
Ottima la prova del baritono piacentino Simone Tansini che debuttava il ruolo di Lescaut, risolto con la consueta intelligenza di questo emergente artista, mentre semplicemente magnifico è stato il Geronte di una "vecchia gloria" come Orazio Mori la cui freschezza vocale dopo 50 anni di palcoscenico internazionale prevede che potrà calcare ancora a lungo le scene illuminandole con la sua esperienza e la forza dell'entusiasmo che ancora lo regge.
Roberto Natale, Walter Rubboli, Da Mi Lee, Tania Pacilio, Dong Il Park hanno dato credibilità a tutti i personaggi minori, mentre Salvo Sgrò è riuscito a far miracoli, con le poche prove a disposizione, con il suo Coro Mayr di Bergamo. Cristina Romano, firmando gli interventi coreografici ideati per questa produzione da Rubboli, ha presentato un gruppo di danzatrici che hanno aggiunto preziosità al racconto operistico.
Molto bene anche l'Orchestra Sinfonica di Lecco la quale, di fronte ad uno spartito non certo di repertorio, e con sole due prove, diretta con grande chiarezza di idee da un Aldo Salvagno che pure debuttava questo titolo, ha dato prova di grande professionalità e coscienza artistica. Da ovazione l'esecuzione dell'intermezzo.
Lo spettacolo ha avuto come "contenitore" le splendide scenografie ideate da un creativo come Angelo Cesana il quale, con la collaborazione di Giuseppe Fumagalli, ha realizzato momenti suggestivi che, pur restando nel pieno rispetto della tradizione iconografica di quest'opera di Puccini, hanno dato ulteriori emozioni ad un pubblico che alla fine dello spettacolo ha lungamente applaudito tutti i protagonisti di questa felice produzione.
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