IL "Best seat" e il Teatro alla Scala:un algoritmo che sconfigge Aristotele?

Un giorno di settembre dell'anno 2002 un Giudice di Pace di Milano,pronunciando in nome del popolo italiano,ha emesso una sentenza che condannava la Fondazione Teatro alla Scala, contumace,nella persona del suo Presidente,ad un risarciento simbolico di 1 euro a favore di chi scrive per aver palesemente violato nella vendita dei biglietti la regola del "best seat".

12/gen/2006 08.08.45 mitodier Contatta l'autore

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Un giorno di settembre dell'anno 2002 un Giudice di Pace di Milano,pronunciando in nome del popolo italiano,ha emesso una sentenza che condannava la Fondazione Teatro alla Scala, contumace,nella persona del suo Presidente,ad un risarciento simbolico di 1 euro a favore di chi scrive per aver palesemente violato nella vendita dei biglietti la regola del "best seat".
Fatta questa premessa ,cosa c'entra l'algoritmo e cosa c'entra il vecchio Aristotele? Mi spiego.
L'algoritmo che gestisce il best seat ,oltre ad essere discutibile sotto il profilo della razionalità ( i criteri in base ai quali è costruito dovrebbero,per rispetto di quella trasparenza della quale la Scala riempie orecchie e colonne di giornali,essere resi noti) viola il principio di non contraddizione che Aristotele ha posto alla base della logica occidentale da qualche millennio.In sostanza A non può essere uguale al suo contrario ,cioè non può essere uguale a non-A. Questo principio ,applicato al best seat ,esige che il posto migliore non possa essere  il posto peggiore ed il posto peggiore non possa essere il  posto migliore,naturalmente.
Come è possibile accorgersi che per la Scala il posto migliore diventa,ad libitum,il posto peggiore e il posto peggiore diventa il posto migliore? Semplice: è evidente che il posto migliore deve essere venduto per primo,il posto peggiore per ultimo; se accade che un posto che,quando tutti i quelli dello stesso prezzo sono ancora da vendere,la Scala propone per primo,spacciandolo per il migliore, mentre in altre recite.lo stesso posto viene venduto per ultimo,esplicitamente bollato come posto peggiore,è inevitabile sentire puzza di " algoritmo ribelle e sornione" che della cristallina trasparenza aristotelica poco si cura e ancor meno dei diritti dell'acquirente.
Naturamente è tutto documentato.


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