La Scala non ha più ragione di esistere

13/gen/2006 09.12.20 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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Da: Zecchillo (Messaggio originale) Inviato: 13/01/2006 14.45
LA SCALA,COSI' COM'E' OGGI, NON HA PIU' RAGIONE DI ESISTERE
IL TEATRO E' DIVENTATO UNA VORAGINE DI DENARO PER IL DIVERTIMENTO DI POCHI PRIVILEGIATI

E' vero che la cultura è segno di civiltà, ma è altrettanto vero che una cultura estremamente costosa, riservata a pochi, pochissimi, è segno che la civiltà è in crisi. Questa realtà è sotto i nostri occhi tutti i giorni. Dare milioni di euro alla Scala non costituisce più un vanto, né un motivo di orgoglio per una città dove emergono carenze ormai intollerabili, che rendono difficile e precaria l'esistenza di tantissimi cittadini, costringendoli a regredire da uno standard di vita, che era ed è sinonimo di civiltà. La Scala non fa più cultura, se è vero - come è vero - quanto ha detto Armando Torno del "Corriere della sera": "La Scala è un giocattolo per ricchi, pagato con i soldi dei poveri". Distrarre denaro pubblico,necessario a ristabilire un equilibrio sociale pericolante, per pagare dei giocattoli ai ricchi, non è solo ingiusto, ma anche disonesto. Sotto certi aspetti, è un atto criminale. Se i signori miliardari vogliono tenere in vita la Scala per i loro divertiment!
i, i loro


affari e le loro pubbliche relazioni, ebbene lo facciano con i loro soldi, senza prelevare dalle casse dell'erario. Questo daltronde avviene in quasi tutti i paesi civili, che vantano i teatri più importanti del mondo. A loro spese, i signori miliardari potranno fare le loro feste musical-teatrali, dove esibire i loro gioielli e i loro abiti firmati e sollazzarsi come meglio credono. Lo sfarzo di certe inaugurazioni scaligere è cosa ormai fuori luogo e persino di cattivo gusto: un'offesa a coloro che vivono in topaie fatiscenti, o che hanno lo sfratto alle porte, che "non ce la fanno più" perché il Comune non ha soldi per l'edilizia popolare, per l'assistenza e per la sanità, quella seria. Le esigenze dei cittadini vengono prima delle "prime" scaligere. Un paese, che non sa aiutare i meno fortunati, e li umilia emarginandoli, non ritrova la propria dignità accendendo di luci e di lussi il suo gran bel teatro.
Molte personalità politiche (fra cui Tremonti e Buttiglione) hanno recentemente dichiarato che la Scala è malata cronica per aver fatto abuso di clientelismo, di intrallazzi, di amministrazioni ambigue... Non si capisce allora il perché dell'accanimento terapeutico per tenere in vita questa malata, sottraendo sostanze e speranze a coloro che ne hanno diritto, non per fare follie, ma per vivere decentemente.
C'è sempre un qualcuno che si ritiene molto arguto insinuando che critico il sistema Scala perché non lavoro alla Scala. Questo qualcuno si sbaglia perché è disinformato. Nei lunghi anni di battaglie sociali ho contestato il sistema Scala anche con fior di contratti già firmati in tasca, e ho affrontato più volte il licenziamento. Sono episodi di cui ha parlato anche la stampa. Per sostenere le mie posizioni ho perso tantissimo lavoro e guadagno - e non solo alla Scala - ma, se potessi tornare indietro, rifarei tutto quello che ho fatto.

Giuseppe Zecchillo - Segretario SNAAL e già consigliere d'amministrazione del Teatro alla Scala

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