LAVENO : IL VINO IN CONCERTO

LAVENO: IL VINO IN CONCERTO

05/feb/2006 02.29.08 Daniele Rubboli Contatta l'autore

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LAVENO: VINO IN MUSICA

PER GLI AMICI DELL’”AMBA”

Sabato 4 febbraio, il Salone Parrocchiale Ponte Laveno, nell’omonima città sul Lago Maggiore, ha ospitato, una manifestazione dell’Associazione Amici del Cento Residenziale “Menotti Bassani” (AMBA) che ha acceso tanti intelligenti spot sia per acquisire nuovi soci a questo giovane gruppo di volontari, sia per sensibilizzare la comunità di Laveno Mombello su questa realtà che, a buona ragione, può presentarsi come esperienza pilota nell’accoglienza degli anziani.

Dopo l’assemblea del pomeriggio, la serata è proseguita con l’originale spettacolo “Il Vino nella grande Musica”, scritto e raccontato da Daniele Rubboli, direttore artistico del Laboratorio Lirico Europeo di Milano, dell’Accademia Lirica del Rotary e presidente della giovane società di produzioni musicali Isea Arts.

Sulla scena, simpaticamente arredata da “attrezzeria” enologica, un gruppo di giovani professionisti del teatro musicale con l’elegantissimo soprano Tiziana Scaciga Della Silva, il generoso tenore Ennio Bellani, l’aristocratico baritono e chitarrista Carlo Nicolini e l’ estroverso mezzosoprano Elena Serra, sorprendente artista capace di dare una esilarante interpretazione di un personaggio minore, come la Berta del “Barbiere” di Rossini, ed essere subito dopo autorevole protagonista della splendida romanza della “Sapho” di Gounod, e del rondò dalla “Cenerentola” di Rossini.

Per tutti,al pianoforte, una splendida giovane donna-musica: Debora Mori, figlia d’arte. Il papà, il famoso baritono cremasco Orazio Mori, è infatti ancor oggi in piena attività internazionale, mentre la mamma è una ex corista dell’Arena di Verona.

Ogni brano d’opera, operetta e canzone, era scelto per dimostrare come il vino, da millenni amico dell’uomo e suo fedele compagno di vita, sia entrato prepotentemente anche nella storia della musica.

Così si sono visti scorrere i fiumi di Champagne… o di buon Spumante italiano nelle operette “Il pipistrello” di J. Strass, “La vedova allegra” di F. Lehar e “La principessa della Czarda” di E. Kalmann, mentre il buon Marzemino del Trentino ha permesso di ricordare il “Don Giovanni” di Mozart e le sue “Nozze di Figaro”.

Omaggio ai vini spagnoli con “Granada” e al Chianti con l’operetta toscana “Acqua Cheta”, ai vini calabresi con il bellissimo duetto di Nedda e Silvio da “I pagliacci” di R. Leoncavallo fino al nostalgico recupero dell’”inno regionale” ligure: “Ma se ghe pensu”, che narra di come il richiamo dei vini delle Cinque Terre abbia fatto tornare dal Sud America un vecchio emigrante.

Rubboli ha condotto per mano il pubblico sui sentieri del Barolo (“Piemontesina”) e tra gli spartiti di G. Verdi (predica di Fra Melitone dalla “Forza del destino”) con il quale si è concluso lo spettacolo sulle note del Brindisi della “Traviata”, bissato a fuoror di popolo.

Riassumendo: una enorme suggestiva bevuta musicale dove un gruppo di giovani artisti ha invitato tutti a non dimenticare gli Anziani.

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