La Bohème. In un'inedita Milano dell'800. Al Teatro Smeraldo di Milano

La Boheme di Giacomo Puccini La memoria dell'autore riemerge Prosegue la stagione operistica di Teatro dell'Opera di Milano presso il Teatro Smeraldo di Milano con un innovativo allestimento di La Bohème di G. Puccini ambientata in un'inedita Milano dell'800.

Persone Maurizio De Caro REALIZZAZIONE SCENOGRAFIA E ATTREZZERIA Arti, Daniela Candiotto, Corale Lirica, Luciano Grassi, Achille Bigli PARPIGNOL, Carlo Oggioni BENOÎT, Antonio Russo ALCINDORO, Daniele Biccirè SCHAUNARD, Valentina Pennino COLLINE, Carlo Cantoni MUSETTA, Alice Sunseri MARCELLO Laurence Meikle, Rodolfo Choi MIMÌ Tiziana Scaciga Della Silva, Rodolfo Giuseppe Riveras, Mario Riccardo Migliara Immagini, Giacomo Puccini
Luoghi Milano, Brera, Opera
Organizzazioni Milano TEATRO, Sacro Cuore, Roberto Ardigò ORCHESTRA, Diretta
Argomenti teatro, letteratura, arte, spettacolo

02/feb/2012 16.32.36 Opera Milano Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

La Boheme 

di Giacomo Puccini

La memoria dell’autore riemerge

Prosegue la stagione operistica di Teatro dell’Opera di Milano presso il Teatro Smeraldo di Milano con un innovativo allestimento di La Bohème di G. Puccini ambientata in un’inedita Milano dell’800. Gli spettacoli serali si terranno venerdì 9, sabato 10 Marzo alle ore 20.45, mentre lo spettacolo pomeridiano sarà domenica 11 Marzo alle ore 16.

 

 Il gioco verbale che sin dalle prime battute si rivela negli spiriti e di conseguenza sulle bocche dei personaggi, pervade di ironia tutto l’inizio del dramma, tipica di chi vive l’ineffabilità dell’essere artista. Così Puccini nei primi anni della sua permanenza a Milano, in una modesta casa in affitto in Via Solferino. La sfida registica è percorrere il lavoro di Puccini con un senso di realismo mai abbastanza totale o studiato o fedele. Il pubblico guarda al mondo dell’arte vivendo due esperienze al tempo stesso: la storia dei personaggi da una parte e l’universo pucciniano dall’altra calato nella  Milano ottocentesca. Milano dove Puccini visse e dove scrisse Boheme proprio nel quartiere di Brera, quello storico dei bar degli Artisti e delle nascite delle avanguardie pittoriche e culturali. Proprio quei locali dove la vita si sperimentava quotidianamente.

 

I vecchi mestieri di strada mescolati alla gente, la macchina scenica che svela luoghi che esistono nella memoria nostra e in quella dell’autore. Un approccio quasi opposto a quello dei “personaggi” pirandelliani che non sanno dove si trovano e cercano l’autore, nella mia messa in scena, il gruppo di Bohemiennes, co­scienti della macchina drammaturgica e musicale ,vive, suo malgrado un momento di ribalta, cercando di sottrarsi e di rileggersi in una luce più umana. Il percorso dell’Opera in una città come Milano ci rende ancora più vicini alla sensazione realistica del dramma di Puccini ma anche quella di un ulteriore spettacolo dove quasi la quarta parete tra spettatore e messa in scena non esiste.

 

L’opera di Puccini in una chiave di lettura moderna e insolita dove tutto diventa teatro, l’impatto scenografico e lo scarno disordine di un palcoscenico rivelano la possibilità che ogni scena sia pensata da un regista e ogni personaggio sia studiato a tal punto da meritare un riflettore che focalizzi il suo desiderio di vivere e nello stesso tempo tutti i particolari e le sfumature del suo esistere.

Il teatro è luogo ideale di vita bohemienne ed evidenzia l’intreccio tra favola e realtà.

 

I costumi  riambientano l’opera in una Milano di fine 800 dove il teatro era la strada e così, viceversa, la strada entrava nella magia dello spettacolo. Un poliedrico gioco in bianco e nero dove Boheme vive una atmosfera nuova, dove ritrovare palazzi antichi e quartieri che rivi­vono nella memoria storica di una città che ebbe la sua fervida e intrigante Boheme.

All’interno dell’Opera si sviluppa un percorso temporale, evidente nel cambiamento della città di Milano , nel quale però emerge l’assoluta atemporalità del dramma dell’uomo, allegoricamente rappresentato dalla soffitta dei bohémiennes, che , seppur cambiando i simboli della gioventù, rimane sempre uguale a se stessa, presente nel primo e nel quarto atto dell’Opera.

Regia e ideazione scenica di Mario Riccardo Migliara

Immagini civico archivio , Biblioteca Bertarelli

 

 

CAST

RODOLFO  Giuseppe Riveras, Rodolfo Choi
MIMÌ  Tiziana Scaciga Della Silva, Alice Sunseri

MARCELLO Laurence Meikle, Carlo Cantoni

MUSETTA Valentina Pennino

COLLINE Daniele Biccirè

SCHAUNARD  Antonio Russo
ALCINDORO  Carlo Oggioni
BENOÎT Achille Bigli
PARPIGNOL Luciano Grassi
Venditore ambulante

 

 CORALE LIRICA AMBROSIANA

Diretta da Roberto Ardigò

 

ORCHESTRA FILARMONICA DI MILANO

 

DIRETTORE

Daniela Candiotto

 

IDEAZIONE SCENICA E REGIA

Mario Riccardo Migliara

 

PROGETTO SCENOGRAFICO

Arch. Maurizio De Caro

 

REALIZZAZIONE SCENOGRAFIA E ATTREZZERIA

Arti di Scena

 

Si ringrazia per la partecipazione il Coro di voci bianche della
Fondazione Sacro Cuore di Milano

 

 

TEATRO DELL’OPERA DI MILANO SI COLORA DI VERDE

 La novità della stagione 2011/2012 è l’impegno di Teatro dell’Opera a creare un progetto legato all’ecosostenibilità riconsiderando tutti i suoi momenti produttivi e seguendo i principi di questo valore già intrinseco nella natura stessa della nostra associazione.

Teatro dell’Opera ha creato un legame e una collaborazione in modo da divulgare e far conoscere questo nuovo stile di vita attraverso altri marchi ecosostenibili.

 Utilizzare la cultura per far conoscere le possibilità di un vivere sostenibile.

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl