Zecchillo= i teatri lirici al collasso

Sono solo 20 anni (vi sembrano pochi?) che ho previsto che si sarebbe arrivati a questo punto se non si fosse cambiato il sistema di gestire i nostri teatri lirici.

22/feb/2006 06.53.45 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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I TEATRI LIRICI AL COLLASSO
L'AVEVO PREVISTO, MA NON SONO STATO ASCOLTATO
ORA TUTTI CAPIRANNO IL SENSO DELE MIE BATTAGLIE - FONTANA E MUTI NON AVEVANO CAPITO NIENTE.

Qualche settimana fa il "Times" di Londra scriveva:"L'opera italiana è finita". Purtroppo era la verità. Oggi le 12 fondazioni lirico/teatrali italiane, dopo aver ridotto la produzione di opere e di recite al minimo possibile, dichiarano bilanci "in rosso" per milioni di euro (miliardi di lire) e in qualche caso prospettano già il fallimento e si aspettano il commissariamento. Ma... ci so molti "ma" su cui fare il nostro commento. Sono solo 20 anni (vi sembrano pochi?) che ho previsto che si sarebbe arrivati a questo punto se non si fosse cambiato il sistema di gestire i nostri teatri lirici. Purtroppo non è cambiato. Facciamo un esempio: le opere, che sono state eliminate dai cartelloni dei teatri in crisi, sono "Il naso" di Scostakovic, "Katia Kabanova" di Janacek, "Il corociato in Egitto" di... - tutte opere poco o affatto conosciute, che vanno in scena davanti alle sedie vuote. Proprio l'insistenza - anno dopo anno - su questo tipo di programmazione, che non attira il p!
ubblico e


quindi costituisce un capitolo di spese senza incassi, mi faceva prevedere il fallimento dei nostri teatri lirici. Anno dopo anno ho continuato a proporre, come salvezza, le opere del grande repertorio popolare, che attirano pubblico numeroso e che si allestiscono con minima spesa, perché qualunque teatro possiede scenografie e costumi di queste opere nei magazzini, ma...i sovrintendenti non avevano alcuna intenzione di risparmiare, né di richiamare il pubblico. Non credo che abbiano cambiato mentalità di fronte alla stretta economica, infatti
il Maggio Musicale Fiorentino elimina "Il naso" e anche la "Salomé" di Strauss, ma li sostituisce con un concerto diretto da Maazel e un altro diretto da Ozawa. Con i cachet di questi due direttori si poteva fare una stagione concertistica di tre mesi. Io suggerivo, da anni, allestimenti semplici, tradizionali, evitando i registi dalle pretese scenogafiche stravaganti, che costano un occhio e nulla aggiungono al valore di un'opera; ora il Teatro Regio di Torino, che aveva prgrammato "Turandot" con la regia di Luca Ronconi (notoriamente il regista più dispendioso) manda in scena l'opera di Puccini addirittura senza scenografie, che è la soluzione peggiore che si possa immaginare. Al sovrintendente Vergnano non è venuto in mente che poteva uilizzare una delle tante scenografie di "Turandot" che sono nei magazzini? No! voleva il nome di Ronconi e pagargli un lauto cachet anche a costo di fargli fare ...niente.
I sovrintendenti, che oggi si mettono le mani nei capelli attribuendo ai tagli del FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo) tutte le disgrazie, se fssero persone responsabili licenzierebbero tutti i funzionari inutili, imposti dai partiti, o raccomandati da personaggi politici, invece di ridurre i cartelloni. Berlusconi, Tremonti e Buttiglione hanno chiesto ai dirigenti teatrali un dossier sulle loro gestioni; cosa si aspettavano? che i dirigenti parlassero male di se stessi? Se si facesse un'inchiesta seria si scoprirebbe come mai tanti che sono entrati nelle varie cariche "con le pezze sul sedere" ora viaggiano in auomobili di lusso.
Possibile che solo io avessi capito che si sarebbe giunti al fallimento? Quando lanciavo i miei allarmi nel Consiglio di ammnistrazione della Scala, il sovrintendente Fontana e il M.o Muti mi davano del disfattista, mi ritenevano un consigliere "pesante" perché dicevo la verità. Non volevano vedere il baratro, perché erano intenti alle loro carriere. Oppure questi soloni, che mi guardavano dall'alto della oro onniscenza, non avevano capito niente. So di essere indigesto a certi dirigenti teatrali per la mia costante attenzione, le mie puntuali osservazioni e le mie contestazioni. Forse ho impedito loro di rubare di più. Qualcuno ha cercato di fermarmi con intimidazioni e ritorsioni, ma non ce la faranno. Io vigilerò e denuncerò sempre, perché penso che non basti amare il teatro, bisogna anche difenderlo.

Giuseppe Zecchillo - Segretario SNAAL e già cnsigliere di amministrazione del Teatro ala Scala

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