Lecco AIDA

12/mar/2012 09.40.45 Daniele Rubboli Contatta l'autore

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Al Teatro Cenacolo di Lecco
TRIONFO DI PERSONALITA' VOCALI
NELL'"AIDA" DEI GIOVANI TALENTI
Con loro la guest star Ignacio Encinas nel ruolo di Radames -
 Antonella De Chiara
Un Nicola Martinucci entusiasta ha applaudito alla seconda recita di "Aida", titolo verdiano che ha concluso la Stagione d'Opera e Operetta 2011-2012 del Teatro Cenacolo di Lecco.
Un teatro che, come ha commentato il direttore artistico Daniele Rubboli, mentre tutte le fondazioni liriche e i teatri di tradizione hanno i bilanci in rosso, riesce a mantenere i propri conti in "rosa", grazie all'amministratore Giuseppe Fumagalli, uno dei volontari che, con lo scenografo e organizzatore teatrale Angelo Cesana, gestisce con successo questa sala dei miracoli che da otto anni ha riportato la grande "lirica" a Lecco.
Questa produzione di "Aida", conclusasi con entrambe le recite tra il tripudio del pubblico, Rubboli l'ha voluta interpretata da un gruppo di giovani talenti ai quali ha affiancato una guest star di grande esperienza come il tenore Ignacio Encinas, di Barcellona, piu' volte compagno di Martinucci sia alla Scala che all'Opera di Roma, che sa dare al personaggio di Radames la giusta dimensione eroica e passionale, sfoggiando all'occorrenza uno squillo di assoluta autorità. Con lui Antonella De Chiara, soprano napoletano che debuttava il ruolo di Aida, al quale ha dato un'intensa partecipazione emotiva, assieme a una vocalità levigata, senza mai ricorrere a forzature. Nei panni di Amneris ha giganteggiato il mezzosoprano milanese Elena Serra che prossimamente coprirà lo stesso ruolo al Filarmonico di Verona, ma che per la prima volta interpretava un'edizione completa di Aida con grande orchestra. La Serra ha confermato la sua coinvolgente personalità riempendo la scena non solo con l'autorità vocale, ma con una forza di recitazione che le consente di riempire la scena anche quando si ritrova da sola, come nella prima parte del fascinoso quarto atto.
  Elena Serra mezzosoprano
Da manuale il Ramfis del basso piacentino Mattia Denti, altro giovane talento della lirica italiana che ha scolpito vocalmente e scenicamente la figura del gran sacerdote, confermando il suo attuale momento di grazia che lo ha visto in piu' di una produzione anche in cartellone alla Scala di Milano.
Non certo debuttanti nei rispettivi ruoli, ma sempre appartenenti alla giovane generazione degli artisti lirici italiani il baritono Carlo Maria Cantoni il quale, benchè possa dirsi uno specialista del ruolo di Amonasro, non lo interpreta mai con toni da routine, ma infiamma il personaggio dandogli ogni volta un pathos che coinvolge il pubblico. Di grande professionalità e sicurezza anche il Re affidato a Giampaolo Vessella. Hanno completato il cast il tenore coreano Sung Ho Jin (finalmente un Messaggero che scandisce le parole e ha voce per riempiere il teatro), e  il soprano bergamasco Nadia Veneziani, una delicata, gradevolissima Sacerdotessa.
In questa produzione di "Aida" nessuno ha sentito la mancanza di elefanti, cammelli, cavalli e centinaia di comparse,perchè la regia di Daniele Rubboli è stata attenta, anche con sapiente uso delle luci, a evidenziare l'intimismo di questa tragica storia d'amore, e la scena del "trionfo" ha suscitato giusti entusiasmi sia per l'alta preparazione del Coro Mayr di Bergamo preparato dal M° Salvo Sgrò, sia per le affascinanti coreografie di Cristina Romano con gli artisti del Centro Danza di Lecco e l'intervento qualificante di due "stelle" di grande professionalità come  Barbara Fomasi e Victor Reyez Cruz.
Marco Berdondini, direttore d'orchestra romagnolo da anni trasferitosi a Roma e attivo soprattutto in Francia, ha trasmesso nuove energie all'ottima Orchestra Sinfonica di Lecco, creando anche un rapporto di grande e preziosa attenzione tra strumentisti e cantanti, realizzando una intensa e chiara lettura dello spertito verdiano.
Scenografia imponente, quella creata da Angelo Cesana - straordinaria l'idea della tomba che rievocava l'interno di una piramide - e ritmi incalzanti nello sviluppo dell'opera per la quale la regia aveva previsto solo due intervalli e due cambi scena a sipario chiuso.
La stagione del Cenacolo di Lecco si è così conclusa avendo messo in cartellone Rigoletto, Manon Lescaut, Italiana in Algeri e Aida, oltre a due operette: La danza delle libellule e Al Cavallino Bianco.  ---  (n.p.c.)
 
si ringrazia per l'attenzione
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