I: PARIGI CON MUTI RENDE OMAGGIO ALLA CULTURA ITALIANA

Montanari si trova da ieri a Parigi in compagnia di RICCARDO MUTI del

25/apr/2003 22.17.46 Daniele Rubboli Contatta l'autore

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URGENTISSIMO
da ufficio stampa dell'Accademia Lirica del Rotary International
su notizie delle ore 18,30 raccolte al telefono da Parigi da Daniele Rubboli direttore artistico dell'Accademia del Rotary, grazie al M° GIUSEPPE MONTANARI direttore musicale di palcoscenico del Teatro alla Scala e direttore dei corsi di perfezionamento dell'Accademia Rotariana. Montanari si trova da ieri a Parigi in compagnia di RICCARDO MUTI del quale è amico e assistente da una vita.
Daniele Rubboli 02.2842836 - 337299585 rudan@tiscalinet.it - www.musicaintetaro.it
 
grazie per l'attenzione------------------
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Gran giornata della cultura italiana a Parigi
 
 
MARATONA DI 19 ORE TRA MUSICA E PAROLE
OGGI A PARIGI SU RADIO "FRANCE-MUSIQUE"
Sarà anche intervistato dal nuovo direttore artistico della Fenice di Venezia Sergio Segalini che a Parigi dirige "Opera International"
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Oggi, 26 aprile, festa grande della cultura italiana in Francia, dove Radio France dedica ben 19 ore al direttore d'orchestra RICCARDO MUTI.
Dalle 9 del mattino Franc-Musique trasmetterà, in diretta, interviste al grande musicista napoletano, che dal 1986
è a capo dell'orchestra del Teatro alla Scala di Milano dove ha dato vita anche una una magnifica Filarmonica, e
sue musiche registrate, prima di passare alla <diretta> del Concerto previsto per le ore 20.
Ad intervistarlo sarà anche Sergio Segalini, direttore a Parigi di "Opera International", il più prestigioso mensile di teatro musicale d'Europa, recentemente nominato direttore artistico della Fenice di Venezia.
Con Riccardo Muti è da alcuni giorni a Parigi anche l'amico e collaboratore di sempre M° Giuseppe Montanari, direttore musicale di palcoscenico della Scala, e infaticabile supervisore dei corsi delle varie accademia scaligere, sia quella di canto, sia quella per giovani maestri sostituti, sia quella per i nuovi orchestrali.
Giuseppe Montanari, che ieri pomeriggio abbiamo sentito al telefono da Parigi, mentre si trovava con Muti e Segalini in un Cafè vicino all'Arco di Trionfo, ha confermato che un simile onore, prima d'ora, era stato riservato solo a Von Karajan : "E' incredibile la stima, ma anche l'amore che la Francia tutta sta testimoniando a Muti in questi giorni. D'altra parte la stampa parigina non parla d'altro, nelle pagine dello spettacolo. D'altra parte - continua Montanari - è dal 1980 che Muti è legato all'Orchestra Nazionale di Parigi, un'autentica storia d'amore iniziata iniziata dirigendo Schuman".
I giornali francesi ieri ricordavano anche quando, dopo averlo ascoltato a Radio France, il grande pianista Artur Rubinstein disse:" Voglio andarlo a vedere! Voglio andarlo a vedere questo giovane uomo che ha tutto!".
E aggiungeva il giornalista André Tubeuf, sempre ieri su >Le Point>: "Muti ha tutto e oltre a questo ha il carattere".
Oggi Muti dovrà raccontare agli ascoltatori di Radio France la sua vita, ma soprattutto è attesa la sua idea della musica, la sua filosofia interpretativa, il suo pensiero di uomo del Duemila che rilegge Mozart ma anche Verdi con lo stesso entusiasmo, la stessa capcità di ricreare il loro voler far musica e spettacolo.
La stampa francese ha accolto Muti presentandolo come un direttore d'orchestra che, a differenza della maggior parte dei suoi colleghi, ha vissuto questo <mestiere> non per la carriera, ma come una missione. E più di un cronista ha benedetto i natali napoletani di Muti che ha così potuto respirare musica appena nato ed ha trovato un padre che gli ha fatto studiare violino e pianoforte incoraggiandolo anche ad esercitare la sua intonata voce di tenore. Una voce di tenore che aveva anche suo padre, medico e cantante per diletto.
Così oggi Riccardo Muti è tra i pochissimi direttori d'orchestra che possono cantare per far meglio capire sia agli stessi orchestrali, sia ai solisti sul palco, che cosa vuole da loro.
"Ma - commenta un articolista parigino che ha fatto un simpatico confronto con Toscanini - a differenza di Toscanini che gridava per farsi obbedire, a Muti basta uno sguardo. L'autorità in lui è innata".
Da ragazzo Muti pensava di fare il bibliotecario del Conservatorio di Napoli e, come lui stesso oggi racconterà, anche il pianista, o l'allievo di Nino Rota che gli ha insegnato la composizione. Ma ha preferito fare il direttore d'orchestra per meglio far capire la musica al suo prossimo e renderlo partecipe di questa realtà.
Tra i barni in programma nel concerto di questa sera, anche "La morte di Cleopatra" di Berlioz, del quale la Francia sta celebrando i 200 anni :
"Una giornata solare e piena di ottimismo come solare e ottimista è lui - dice Giuseppe Montanari - senza particolari solennità e senza accademismi. Oggi Muti, a Parigi, renderà omaggio alla cultura musicale italiana che lui vive per amore, solo per amore".
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