TOSCA della Notte Bianca

26/mar/2006 03.39.05 Daniele Rubboli Contatta l'autore

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Nella "notte bianca" di Milano
LA "TOSCA" DELLA MARTUFI
CONFERMA UN GRANDE SOPRANO
Con il soprano spezzino applauditissimo il baritono bolognese Dilengite -
Festeggiato anche il debutto assoluto del tenore bresciano Marco Ferrari -
La "Tosca" andata in scena al teatro Rosetum di Milano venerdì sera, e replicata al CTS Olmi di Baggio, con lo stesso cast, sabato 25 marzo, unico spettacolo lirico dell'Interland iscritto alla "Notte bianca" con la quale il capoluogo lombardo ha festeggiato la primavera, ha confermato la travolgente ascesa del soprano Cristina Martufi, nata a La Spezia ma residente a Carrara.
Non di alta statura, ma gigantesca per presenza scenica, forza vocale e personalità interpretativa, Cristina Martufi, che aveva debuttato con la regia di Daniele Rubboli lo stesso ruolo nel 2005 al Politeama di Cascina e al Carani di Sassuolo, ha visto fermare lo spettacolo per due sere consecutive, dopo l'interpretazione di "Vissi d'arte", scatenando un fiume di applausi che pareva non dover aver fine.
Con lei ha ricevuto ovazioni anche il baritono bolognese Pierluigi Dilengite, demoniaco Scarpia di irrefrenabile potenza vocale, perfido ed elegante nella sua dichiarata perversione.
Festeggiato anche il giovane tenore bresciano Marco Ferrari al suo debutto assoluto in un'opera lirica che ha rotto il ghiaccio con la scena operistica cantandosi il ruolo di Mario Cavaradossi per tre sere di seguito, avendo sostenuto in voce, come vuole la "cura d'urto" del Laboratorio Lirico Europeo diretto da Rubboli, anche alla prova generale di giovedì scorso.
Da lui ci si attende, nel futuro, una maggior partecipazione emotiva ai personaggi che porta in palcoscenico, ed ai quali, adesso, offre la sua sicurezza musicale e grandi folgoranti acuti.
Ottimo il resto del cast con il divertente sagrestano di Carlo Nicolini, l'efficace Angelotti del basso Ruggiero Lopopolo, il sempre perfetto Andrea Bragiotto (Spoletta da manuale), il debuttante Diego Bellini di Cremona (Sciarrone e Carceriere) e l'intonatissima Barbara Fasolo nel ruolo del Pastorello.
Preparatissimo ed efficace il Coro Rosetum diretto da Debora Mori e trascinante la direzione musicale di Luis Baragiola.
Rubboli per la sua regia ha giocato essenzialmente sugli effetti di luce realizzati da Marco Meola, mentre la scenografia è stata impreziosita da alcuni elementi di attrezzeria cortesemente imprestati dal Teatro alla Scala.
Il pubblico ha fatto registrare il "tutto esaurito" in entrambe le recite a Milano e a Baggio.
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Da Ufficio Stampa Centro Culturale Rosetum di Milano
tel 02.48707203
 
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