a coloro che mi insultano

28/mar/2006 06.59.46 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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Omaggio a coloro che non mi capiscono o non mi vogliono capire.

Le persone che mi insultano muoiono fra atroci rimorsi.
Amo occuparmi di tantissime cose e perciò molti mi criticano; conosco persone che nella loro vita non si sono occupate neanche di una sola cosa.

Meglio un ribelle intelligente che un obbediente somaro.

Ho insegnato ai dirigenti a rispettarmi.

Sapessi com'è affascinante battersi con i giganti.

Non ho mai fatto tappezzeria alla corte dei potenti.

Non mi faccio abbattere neanche dalle cannonate e non ho nessuna voglia di togliere il disturbo.

Mi vanto di essere uno dei primi a capire che i teatri lirici, gestiti così, non avrebbero funzionato.

Sono un perdente di successo.

Tangentopoli l'avevo denunciata 30 anni fa querelando gli agenti teatrali,i sovrintendenti e i direttori artistici conniventi.
Certi sovrintendenti che pensano che il pubblico sia stupido farebbero bene a cambiare mestiere.

A cosa serve il rigore musicale quando sul palcoscenico avvengono pagliacciate?

In teatro avere ragione è un grave torto.

Trasmettere e dare ali altri vuol dire continuare a vivere.


Giuseppe Zecchillo - segretario nazionale SNAAL - già consigliere di amministrazione del Teatro alla Scala

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