I: MILANO PER LA SCALA IN CONCERTO

IL TEMPO DELLE ACCADEMIE E C'E' IL TEMPO DEL TEATRO

13/giu/2003 03.27.33 Daniele Rubboli Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

per VOI
da

MusicaInTeatro.it
Cronache d’opera, operetta, musical, canzoni

MILANO PER LA SCALA IN CONCERTO

- - Cronache - -
... E COME DISSE RE SALOMONE C'E' IL TEMPO DELLE ACCADEMIE E C'E' IL TEMPO DEL TEATRO

Giovedì 12 giugno, alle ore 19, alla Società del Giardino di Milano, Paolo Martelli Presidente della Fondazione Milano per la Scala ha ottenuto la scontata approvazione all'unanimità del bilancio di esercizio 2002.

Sono seguite le intelligenti parole del sovrintendente della Scala Carlo Fontana che ha detto, tra l'altro, come l'esperienza degli Arcimboldi abbia portato agli spettacoli operistici un numero incredibile di spettatori che mai erano andati nelle sede storica dove, se i gruppuscoli di agitazione politica la smetteranno di fare sterile ostruzionismo, rischiando di bloccare i lavori di rifacimento dell'antica struttura, ci si tornerà nel 2004.

Subito dopo, ore 20, è seguito un atteso Divertissement Operistico con i giovani solisti dell'Accademia di Perfezionamento per cantanti lirici e professori d'orchestra, della stessa Scala.

La prima parte dello spettacolo, offerto a temperatura d'alti forni, con una platea che si è diradata strada facendo ( un po' per il clima, un po'per esaurimento delle pubbliche relazioni), ha donato a Milano un coinvolgente sunto dell'ARIODANTE di G. F. Haendel, con Richard Barker al cembalo e Alessandro Ferrari alla direzione di un adeguato gruppo orchestrale.

Successivamente con Roberto Negri al pianoforte, abbiamo assistito ad una seconda parte con duetti e terzetti d'opera firmati Donizetti e Verdi.

Se non sbaglio le voci ascoltate hanno tutte concluso il biennio accademico e stanno per tornare sul libero mercato della musica teatrale.

In altre occasioni, dopo simili spettacoli, ho espresso fino in fondo le mie impressioni, prendendo a tutti le misure con il metro della mia esperienza.

Nè potrei fare diversamente, come non lo può fare nessuno, in buona fede. Ciascuno infatti dà un giudizio soggettivo secondo il proprio gusto, la propria cultura, la propria sensibilità, perchè a loro è destinata l'opera d'arte che deve appartenere a tutti, e non solo agli addetti ai lavori.

Chi si è trovato stretto nei miei giudizi ha protestato vivacemente rifiutando la critica, l'indicazione dei propri limiti, la mia perplessità sul lavoro svolto in Accademia.

I promossi, naturalmente, non hanno protestato.

Tra la selezione di Ariodante e il brevissimo momento concertistico, ho riascoltato queste voci liriche che, ottenuto il diploma, devono ora confrontarsi con il mondo del lavoro.

Non tutti mi sembrano in grado di affrontarlo ricavandone di che vivere, se non magari facendo le maschere alla Scala.

Ma non voglio far nomi, nè pormi davanti alla sfera di cristallo con l'arroganza dell'indovino.

Rimando il bilancio tra 5 anni.

Un giusto scorrere di tempo che consentirà di verificare, secondo la saggezza di Re Salomone, come a questo mondo cè il tempo della pace e il tempo della guerra, il tempo della neve e il tempo dell'afa, il tempo dell'Accademia e il tempo del Teatro.

Il tempo dell'Accademia è passato. Ora per tutti c'è quello del teatro. Chi ha vissuto il momento precedente facendo tesoro dell'esperienza loro offerta e dei dialoghi, magari a volte anche vivaci, con i diversi docenti, ora avrà un capitale da spendere. Chi esce dall'Accademia con lo stesso abito con il quale è entrato, si sentirà più nudo di fronte a quanti stanno a guardarlo.

E se proprio devo fare dei nomi allora dirò che il baritono Christian Senn Vasquez - ma non solo lui - ha imparato a vestirsi da solo. Il basso Dejan Vatchkov ha bisogno di una mamma che si metta a cucire per lui giorno e notte perchè gli manca proprio tutto, biancheria intima compresa.

E anche lui non è da solo.

Ne riparliamo tra 5 anni e sarò felice di saperli tutti nei cieli alti della musica.

Anche perchè sarà una prova in più che i miracoli sono possibili.

Daniele Rubboli


Email inviata da 62.10.2.149-http://www.musicainteatro.it/news/visual.asp?num=96/news/email.asp-23.39.31-12/06/2003-62.10.2.149- MusicaInTeatro, www.musicainteatro.it/news sito dedicato alle nuove tecnologie.
Tutti i diritti agli autori. Powered by IusOnDemand
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl