Poetessa Belle Epoque di Firenze celebrata a CONEGLIANO V

12/mag/2006 13.40.00 Daniele Rubboli Contatta l'autore

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da Daniele Rubboli
Milano
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giornalista professionista dal 1970 -  Concedo per il seguente articolo ogni libero uso senza pretendere alcun compenso -
cordialmente
 
 
Al 5° Festival Internazionale della Romanza da Salotto
POETESSA FIORENTINA
DELLA BELLE EPOQUE
CELEBRATA A CONEGLIANO V.
 
Si conclude domani, sabato 13 maggio, all'Auditorium Dina Orsi di Conegliano Veneto (TV), la quinta edizione del Festival Internazionale della Romanza da Salotto, che quest'anno ha dedicato un'intera giornata di studi alla dimenticata poetessa fiorentina Marianna Giarrè Billi.
Nel nome del compositore, Pier Adolfo Tirindelli, violinista, direttore d'orchestra e docente nato il 5 maggio 1858 a Conegliano Veneto e scomparso a Roma il 6 novembre 1937, la deliziosa città della provincia di Treviso è, assieme a Ortona a Mare patria di F.P. Tosti, la capitale della romanza da salotto all'italiana.
Un'iniziativa nata dall'ex tenore Albino Toffoli il quale, con i figli Riccardo violoncellista e pianista, Renato musicologo e organizzatore teatrale, e Laura soprano di appassionata intelligenza musicale, ha creato l'Associazione Lirica Pier Adolfo Tirindelli che da anni testimonia la cultura tutta italiana e veneta in particolare di questa musica da salotto che nella Belle Epoque ebbe il suo momento migliore in Europa, ma anche oltre oceano: Tirindelli infatti visse e insegnò negli USa al conservatorio di Cincinnati  prima di rientrare in Italia e dirigere quello di Venezia.
Tra i meriti dei romanzisti quello di creare musica su testi poetici di grande attualità al loro tempo, così rileggendo oggi quella letteratura musicale possiamo recuperare anche una vera storia della poesia italiana del tutto dimenticata.
E' il caso della deliziosa Marianna Giarrè Billi, celebrata nel centenario della morte a Conegliano Veneto, il 10 maggio scorso.
Nata a Firenze nel 1835, Marianna Giarrè, che sposerà Luigi Billi della stessa città, fu maestra e direttrice scolastica, ma soprattutto poetessa.
Ne fanno fede le oltre cento composizioni pubblicate in vari periodi e soprattutto nel 1878.
Di animo garibaldino la dolce Sòra Marianna, come la chiamavano gli amici, fu a lungo in relazione epistolare, dopo i 28 anni, con Giosuè Carducci il quale fu spesso ospite del suo salotto letterario a Firenze dove ha composto il famoso "Inno a Satana".
Maestra di Evelina Cattemorle, passata alla storia come la scandalosa giornalista e poetessa Contessa Lara, Marianna Giarrè Billi riletta oggi colpisce per la freschezza della sua poetica che, a differenza della piu' ricordata Annie Vivanti, manierata e intellettualoide, ci offre una testimonianza di schiettezza e genuinità che non ha perso, dopo oltre un secolo, la propria fragranza.
Marianna Giarrè Billi, donna di cultura senza clamori, sopravvisse alla morte, avvenuta nel 1906 a Firenze, per alcuni anni nel ricordo di quei salotti culturali dei quali era stata animatrice. Poi il silenzio cadde su di lei fino a questa occasione del Festival di Conegliano dove sono state eseguite 15 romanze suggerite da altrettante sue poesie.
Tra queste anche "Una speranza" composta dal genius loci Pier Adolfo Trindelli e l'affascinante "Fiorellin d'amore" del musicista  suo conterraneo Renato Brogi di Sesto Fiorentino.
La serata dedicata alla poetessa fiorentina ha consentito di recuperare belle musiche di Alessandro Busi da Bologna, Gaetano Palloni di Camerino, Saverio Nasali Rocca di Piacenza, Achille Bedini di Bologna, Enrico Morpurgo di Udine,  Luigi Caracciolo pugliese di Andria e del tedesco Leopold Hackensollner.
La serata, condotta con grande competenza dal musicologo di Piacenza Mario Giuseppe Genesi, ha sentito le interpretazioni di 15 poesie della Giarrè divenute romanze da salotto, eseguite con premura filologica dal pianista Davide Da Ros, prezioso collaboratore anche discografico delle iniziative dell'Associazione Tirindelli di Conegliano. Le voci erano quelle del giovane soprano Maria Grazia Biancolin, del soprano Marina De Ronchi, del basso Floris Mariotto, tutti impegnati a dare il proprio meglio con generoso impegno in un repertorio assolutamente nuovo.
Con loro il mezzosoprano Lucia Zigoni, cantante di grande musicalità che potrebbe ottenere soddisfazioni anche nel repertorio lirico teatrale.
Gradevolissimo l'intervento del violinista Angelo Lovat, ed entusiasmante quello della giovanissima e bella attrice di Conegliano, Monica Stella, vice presidente della stessa Associazione Tirindelli, che ha dato un'anima appassionata a due letture poetiche della Giarrè Billi.
Tutto questo ambientato nella scenografia di Marcello D'Ellena di Cison di Valmarino impreziosita dai gradevoli ritratti della pittrice Graziella Modanese di Conegliano.
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Nella poetica di Marianna Giarrè Billi è ricorrente il tema della fedeltà d'amore che è rimbalzato anche in molte romanze scritte su testi suoi ed eseguiti durante il Concerto di Conegliano a lei dedicate.
Tra queste abbiamo scelto la delicata, ma... "profumatissima"
La Margherita
O fiorellino, me lo devi dire
se del mio damo mi posso fidare;
per la pietà di non mi far morire
questo segreto non mi dei celare.
Dimmelo, in carità, non mi tradire,
chè troppo male mi potresti fare !
Non mi vuol bene... me ne vuole... Oh Dio !
sei pur crudele, fiorellino mio !
L'ultima foglia è l'ultima parola. . .
o poveretta me, ce n'è una sola !
Una ce n'è . . . ma quella che mi dice
ch'ei mi vuol tanto bene... e son felice !
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