I: UNA CARMEN PER MERANO

30/giu/2003 20.04.04 Daniele Rubboli Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
a vostro uso e consumo


MusicaInTeatro.it
Cronache d’opera, operetta, musical, canzoni

UNA CARMEN PER MERANO

Daniele Rubboli - Cronache - -
Un festival estivo che deve crescere -

Fino al 9 luglio l'International Opera Studio di Merano, creatura pensata e diretta da Richard Sigmund, scenografo, regista, direttore di cori e direttore d'orchestra, mette in scena CARMEN, il capolavoro di Bizet andato in scena già dal 20 giugno scorso.

Merano ha dunque un suo piccolo festival che merita di crescere appena riuscirà a far sì che il grande pubblico dei melomani se ne accorge e gli operatori turistici metteranno in programma portando i propri clienti ad ascoltar canto e musica dopo una giornata tra i monti.

Magari giugno non è il mese più felice per realizzare il tutto-esaurito all'Arena d'Estate di Merano, dove mi sono trovato in scarsa compagnia il 25 giugno, quando ho assistito alla quarta recita in programma.

E l'Arena, ricavata nel castello di Kallmunz, è deliziosa e, a parte il troppo rustico ingresso, molto simpatica.

Secondo punto di forza del Festival è l'orchestra con pochi veterani e tantissimi giovani e giovanissimi molto ben preparati.

Bellissime poi le ragazze in scena comprese le coriste che non cantano e le ballerine che non ballano.

Wolfgang Bunten è stato un Don Josè di autorevole professionalità e non si è capito perchè il pubblico gli abbia negato l'applauso meritatissimo dopo la . Applauso fatto invece ad una inutile Micaela, l'albanese Rovena Korreta, alla quale bisogna dire che con due note filate non si può pretendere di essere un'artista da teatro. Men che meno all'aperto.Olivia Saragosa, nel ruolo di Carmen, è piena di buona volontà e fa di tutto per rendersi accettabile. Da qui in poi non val la pena maramaldeggiare un bel baritono mozartiano che con Escamillo non ha nulla da spartire come Alban Lenzen; o togliere il sorriso alle coriste Olga Jelinkova (Frasquita) e Margaretha Westelind (Mercedes).

Negli altri ruoli, a parte un giovane professionista emergente come il tenore Marco Voleri (Dancario da manuale), che da tempo seguo personalmente nella sua costante affermazione sia con il mio Laboratorio Lirico Europeo, sia con l'Accademia Lirica Roptariana che lo ha portato a debutti operistici e spettacoli musicali di grande successo, gli altri risolvono con buona presenza scenica il loro niente vocale. Molto gradevoli gli interventi corali, bambini compresi.

Richard Sigmund va comunque ammirato, applaudito, sostenuto, stimolato a proseguire in queste realizzazioni nelle quali mette tutta la sua esperienza e la sua voglia di far spettacolo. Unico appunto severo che gli facciamo è l'aver accettato l'orrida presenza del buffonesco Remendado di Carl Wallin , vocalmente accettabile, ma canagliesco in modo disgustoso, in continua ricerca del consenso del pubblico per i suoi lazzi volgari e i calci nel sedere alle coriste che dormono.

Mi hanno detto che il suo collega greco con il quale si alterna, è assai più gradevole.

----------------------------


Email inviata da 62.10.4.75-http://www.musicainteatro.it/news/visual.asp?num=99/news/email.asp-20.53.46-28/06/2003-62.10.4.75- MusicaInTeatro, www.musicainteatro.it/news sito dedicato alle nuove tecnologie.
Tutti i diritti agli autori. Powered by IusOnDemand
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl