Giuseppe Zecchillo risponde:

Giuseppe Zecchillo risponde:Giuseppe Zecchillo risponde:Caro Collega, ti ingrazio per la tua lettera, anzitutto perché leale e poiché mi dà modo di chiarire degli interrogativi che forse sono divenuti comuni a molti artisti che ben definisci maturi e qualificati.

06/lug/2006 16.42.00 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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Giuseppe Zecchillo risponde:

Caro Collega, ti ingrazio per la tua lettera, anzitutto perché leale e poiché mi dà modo di chiarire degli interrogativi che forse sono divenuti comuni a molti artisti che ben definisci maturi e qualificati. Cominciamo per ordine. La maldicenza dei miei detrattori - non i­scritti allo SNAAL - si smentisce da sé: visto che i sovrintendenti e i rettori artistici mi scritturano «per farmi stare buono», come mai io Li 20 anni di sindacalismo - non sono affatto diventato «buono», e :n nessuno? Inoltre ho sempre avuto il carattere e il buon gusto di contestare nei teatri in cui stavo lavorando; mai in quelli i cui dirigenti non mi scritturavano, proprio perché non si dicesse che la mia non a una lotta sindacale, ma... personale.
Avendo assunto un impegno di fronte ai colleghi che mi hanno dato la fiducia, io non l’ho mai tradita e mi sono mosso ogni volta me un’ azione dei dirigenti comprometteva gli interessi degli artisti: con due contratti già firmati (Turandot e Assassinio nella cat­tedrale) ho denunciato l’amministrazione di Ghiringhelli e ci ho guadagnato il licenziamento; ho denunciato Badini per lo spreco 800 biglietti-omaggio mentre avevo un contratto con la Scala Butterfly); ho denunciato Mazzonis 2 volte, per illegalità nelle assunzioni di un cast di stranieri non indispensabili. L’ho ridenunciato appena sono diventato consigliere di amministrazione e ora tutti i piediessini del Consiglio mi fanno l’ostruzionismo. Come sai, hanno anche tentato di farmi cacciare. Ho rinunciato al loro alla Scala dal momento che sono entrato nel Consiglio di amministrazione di quel teatro, proprio per poter essere libero e non condizionato nel fare le mie critiche. Ho fatto uno sciopero a Firenze contro le m
anomissioni di un regista al libretto di Tosca. rifiutandomi di provare l’opera così scempiata e... sono stato licenziato in tronco
Se fossi quel furbastro opportunista di cui blateranno i nemici dello SNAAL, appena intascato il mio contratto me ne sarei stato zitto e buono, infischiandomi di tutto e di tutti. Invece amo la lirica, è quello il mio guaio, che mi porta solo a farmi dei nemici. Questi, con le loro insinuazioni, mi fanno perdere anche gli amici. I «miei comodi», da 20 anni, sono diventanti le lotte e parecchie amarezze. Ma sono fatto così; non sopporto le ingiustizie e la disonestà. Ecco venuto il mo­mento di parlare di questa. Lo SNAAL concorda sul fatto che il teno­re Johansson non sia abbastanza qualificato da essere preferito ai te­nori italiani di gran lunga migliori e, a suo tempo, ho inviato agli enti lirici, agli Uffici Collocamento, alle Agenzie italiane e straniere e al Ministero dello Spettacolo una lettera di protesta. L’esito di questa sa­rebbe stato più incisivo se non esistesse quello «strano sentimento» fra certi dirigenti e alcune agenzie teatrali, a una delle quali - guarda
caso - Johannsson appartiene. Contro questo malcostume, che dan­neggia gli artisti qualificati, il sindacato ha inviato un esposto proto­collare al Ministro dello Spettacolo. A seguito del nostro esposto, il Ministro ha diramato una circolare agli enti lirici a titolo di indagine, ma... i sovrintendenti hanno fatto blocco e hanno risposto nel modo più evasivo ed elusivo possibile per tranquillizzare il Ministro, così l’avrebbe smessa .di.... scocciare.
Quello sul potere di certe agenzie è un discorso complesso che, purtroppo, lo SNAAL non può affrontare in sede giudiziaria per­ché gli artisti danneggiati rifiutano di rendere testimonianza e do­cumentazione, in quanto terrorizzati dalle prevedibili ritorsioni sul piano del lavoro individuale.
Come sai, con il nuovo codice, bisogna produrre delle prove, dei fatti; le circostanze indiziarie non bastano più, quindi, per ora, il monopo­lio e la egemonia di certe agenzie rimane un problema (almeno per quanto riguarda l’azione sindacale) in attesa di adeguata maturazione. Ma prima o poi i nodi vengono al pettine: Tangentopoli insegna....
Passiamo ad analizzare l’episodio da te esemplificato: un artista i-scritto, che attraversa un periodo di crisi vocale eppure continua a la­vorare molto, mentre un altro collega, anch’esso iscritto, che pur es­sendo in perfetta forma, non ottiene offerte di lavoro. Il sindacato, che segue la stampa, apprende degli insuccessi del primo e, ovviamente, se ne dispiace; ma non può punirlo, o farlo punire. La funzione socia­le di qualunque sindacato del mondo non arriva (ed è giusto che non arrivi) a tali misure. Della mancanza di lavoro del secondo, invece, il sindacato non ne sa nulla, perché la notizia, ovviamente, non è pub­blicata sui giornali. Quindi deve essere l’iscritto, colpito da un’ingiu­stizia di qualunque genere, a farsi vivo con l’ufficio sindacale ed e-sporse il proprio problema, per dar modo alla segreteria di intervenire presso i dirigenti teatrali e cercare di risolvere tale problema.
L’artista che sente la necessità di una tutela sindacale non deve fare altro che chiederla. Così è stato in passato e così sarà in avve­nire.
Se si tratta di ottenere soluzioni giuste, eque, professionali, al di fuori da privilegi o discriminazioni, lo SNAAL non ha mai detto di no a nessuno. Se lo SNAAL ha lottato per entrare nei Consigli di ammini­strazione degli enti lirici, nella Commissione Centrale Musica del Ministero Spettacolo, lo ha fatto per perorare in favore del lavoro di tutti gli artisti qualificati e meritevoli; figurati se si esime dal perorare la questione di un iscritto colpito da palese ingiustizia. Credo di avere risposto esaurientemente alla tua lettera; dopo di che non mi dilungo a consigliarti quale posizione assumere nei confronti del sindacato, perché so che i consigli, i suggerimenti sono sgradevoli. Ti invito so­lamente a non rinunciare a due cose: la fiducia e la costanza.
È venti anni che lo SNAAL le mette in pratica e posso assicurarti che non hanno mai deluso.
Cordialmente
G. ZECCHILLO





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