A conclusione del suo intervento

08/lug/2006 16.17.00 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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A conclusione del suo intervento
CLAMOROSO GESTO DI ZECCHILLO
abbandona la commissione centrale musica
in segno di protesta

Onorevole Presidente, Signori della Commissione, sono più di 10 anni che invito, prego, sollecito il Dipartimento Spettacolo ad intervenire, a vigilare - secondo il dettato dell’art. 5 L. 800/67 - per prevenire, impedi­re, reprimere gli episodi di illegittimità, spreco, privilegio, malcostume ed irresponsabilità, che si verificano in questo o quell’ente lirico, a danno dell’istituzione, dell’erario e dei contribuenti.
Ma i funzionari del Dipartimento fingono di ascoltarmi, o mi regala­no sorrisetti ironici, quando non mi rispondono con arroganza. Forse per scoraggiarmi a continuare la lotta in favore della musica e della gestione meritocratica degli enti. La Corte dei Conti, instancabil­mente, frequentemente, ha diffidato a continuare l’attuale andazzo, eppure l’art. ~ è stato sempre disatteso dal Dipartimento Spettacolo, che ha tenuto un comportamento d reale indifferenza, al di qua e al di là delle consuete formalità burocratiche.
Per es: uno dei tanti episodi clamorosi fu quello della gestione Cresci che, nel giro di pochi anni, portò l’Opera di Roma a un deficit di 60 mi­liardi. Visto che la Legge offre la possibilità di vigilare e intervenire, il Dipartimento doveva fermare il dispendio dopo i primi cinque o sei mi­liardi al massimo. Invece si è lasciato fare e poi... la colpa non si sa mai di chi sia: se del sovrintendente che ha sperperato, o del Dipartimento che se ne è infischiato. E intanto è sempre il contribuente a pagare. Questa mancanza di rispetto per i cittadini, costretti sempre a sborsare e sborsare, disturba la coscienza onesta di un sindacalista. Non parliamo poi della Fi­larmonica della Scala, che da 12 anni opera nell’illegalità; né accenniamo a decine di episodi di malcostume, di cui l’ultimo, riguardante la Scala, vede dei musicisti dipendenti che danno lezioni private nei camerini, a 100.000 lire l’ora, usando le strutture del teatro per lavorare in nero, poi­ché si rifiutano di
rilasciare la regolare ricevuta agli allievi. Queste cose sono note a tutti, meno che ai funzionari che dovrebbero vigilare.
Ripulire anche il dipartimento spettacolo
Ci sono troppe amicizie e relazioni da difendere, sicché certi sovrinten­denti e direttori artistici sono lasciati liberi di sperperare, produrre spetta­coli fallimentari fra scandali e proteste degli spettatori; di produrre disoc­cupazione artistica, incultura e deficit di bilancio. Non si può più andare avanti così, e ormai non sono il solo a dirlo: il compositore Luciano Be­rio, constatando le carenze dell’amministrazione, propone addirittura di chiudere tutti gli enti lirici tranne due; il Maestro Chailly propone di so­spenderne l’attività per qualche anno e poi ricominciare in modo total­mente diverso; il sindaco Cacciari ha definito gli enti lirici strutture paras­sitarie; due grandi maestri, come Georges Pretre e Wolfgang Sawallisch, rifiutano di dirigere opere liriche ormai da 10 anni, disgustati dallo scem­pio che ne fanno certi registi con il placet di sovrintendenti spendaccioni, cui non interessa la presenza del pubblico, bensì l’eco scandalistica sulla stampa.
Il M.o Oren recentemente, da New York, ha fatto paragoni che ci fanno sfigurare per le gestioni caotiche di molti nostri enti. Il M.o Muti ha detto che la musica sta morendo in Italia perché sottomessa alla politica. Molte di queste cose, io le ho dette e ripetute nel corso degli anni; ma non sono stato ascoltato. Oggi le dicono tutti; il mio torto è forse quello di essere stato il primo. Come vedete, ora non so­no più solo nelle mie critiche, ma in buona, anzi eccellente compa­gnia.
Chiedo perciò che i funzionari responsabili, come il dott. Rocca e il dott. Granato, che da tempo vedono il lassismo, il permissivismo, lo spreco, la decadenza delle istituzioni e non hanno mai fatto nulla di concreto per fermarla, vengano invitati a dimettersi. So bene che qui si dirà - per giu­stificarsi - che il Dipartimento è intervenuto più volte, che ha vigilato premurosamente e che io sto dicendo delle falsità, ma... quanto è stato fatto in modo formale e non determinante è burocrazia, e di note burocra­tiche, di pezzi di carta che lasciano il tempo che trovano, sono pieni gli archivi dello Stato.
A questo sistema vogliamo dire basta; se si fosse operato veramente, gli enti lirici non sarebbero al punto in cui sono. Proprio per questo, contro l’incuria, l’indifferenza e l’ipocrisia, che permettono la deca­denza e la rovina delle istituzioni, in segno di protesta, abbandono questa riunione.
SEGRETARIO SNAAL








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