zecchillo sgarbi zecchi

12/ago/2006 16.03.00 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
La Scala intitolata Teatro delle Rimembranze

ZECCHILLO PROPONE IL CAMBIAMENTO, SGARBI E ZECCHI NON SONO D'ACCORDO - CHI DEI TRE HA RAGIONE ?

LO SNAAL HA INTERPELLATO I PROPRI ISCRITTI (CANTANTI, DIRETTORI D'ORCHESTRA, REGISTI, SCENOGRAFI, COMPOSITORI) I QUALI TUTTI ALL'UNISONO DANNO RAGIONE A ZECCHILLO

Ha fatto scalpore sulla stampa la proposta di Zecchillo di cambiare il nome della Scala in Teatro delle Rimembranze, in onore delle vittime del terrorismo e delle guerre. A questa proposta i sigg. Vittorio Sgarbi (assessore alla cultura del Comune di Milano) e Stefano Zecchi (sovrintendente del Teatro Arcimboldi) hanno risposto negativamente.
Perché Sgarbi e Zecchi hanno detto "no" all'idea di Zecchillo? Sapendo che quest'idea non piacerebbe ai conservatori e ai potenti, ai quali sono opportunisticamente legati, Sgarbi e Zecchi respingono la proposta. Non mi meraviglia che questi due personaggi, notoriamente amanti delle poltrone nei posti di prestigio, non vogliano urtare i loro amici. Non mi si dica che il nome della Scala non si tocca perché è un mito; ormai tutti sanno che la Scala non lo è più. E' stata un mito fino al 1965, data purtroppo nefasta, in cui la Legge 800/64 - riconoscendo ai teatri lirici una grande funzione culturale - ha iniziato a finanziarli. Da quel momento è nata la "lottizzazione" dei suddetti teatri, distribuendo le cariche dirigenziali a gente politicizzata, molto spesso incompetente e impreparata.
Ciò ha portato, anno dopo anno, le istituzioni lirico/teatrali alla decadenza, non sull'orlo del baratro, ma fino allo sfascio, che è sotto gli occhi di tutti.
Se la Scala fosse in crescendo verso un'apoteosi, non ci sarebbe bisogno di "difenderne" il mito. Ma ora si parla del "grandeur" della Scala come del "caro estinto", poiché questo teatro è diventato uno dei tanti.
Allora, perché non cambiare il suo nome, rendendo omaggio alle vittime innocenti dell'odio e del fanatismo? Forse cambiando il suo nome e rendendo questo teatro un simbolo di valori umani altissimi, si potrebbe farlo ridiventare un faro di cultura nel mondo.
Io domando a Zecchi, il quale superficialmente dice che la mia idea è stravagante, se sia più importante la Rimembranza delle vittime che storicamente ci appartengono, sono dei nostri giorni, o il nome della Scala che appartiene a una tradizione, che ormai non dice più niente. A Sgarbi, che dice che le cose devono rimanere come sono, vorrei dare del disinformato e dell'ignorante, perché il 30-35% delle strade, delle piazze e dei monumenti ha cambiato nome dopo la guerra, proprio per ricordare fatti storici, epocali. Io sto proponendo la stessa cosa, del resto avvenuta innumerevoli volte nel corso dei tempi.
I sigg. Sgarbi e Zecchi non hanno spiegato le loro motivazioni, ma si sono limitati a un diniego stereotipato. Perché? Soltanto per vigliaccheria: per non scoprire che si atteggiano a progressisti, ma in realtà sono dei retrogradi.
Giuseppe Zecchillo - Segretario SNAAL e già consigliere d'amministrazione del Teatro alla Scala.

SE VOLETE SAPERE COSA SUCCEDE DIETRO LE QUINTE DEI TEATRI LIRICI ITALIANI VISITATE IL NOSTRO SITO:
www.baritonozecchillo.us
DOVE TROVERETE ANCHE IL GRUPPO:
ZECCHILLO IL ROMPISCATOLE







--

Email.it, the professional e-mail, gratis per te: http://www.email.it/f



Sponsor:

Problemi di Liquidità? Con Logos Finanziaria 30.000 € in 24 ore a dipendenti e lavoratori autonomi con rimborsi fino a 120 mesi clicca qui

*

Clicca qui: http://adv.email.it/cgi-bin/foclick.cgi?mid=2907&d=12-8
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl