Fontana ha dato una mano a Muti. di Giuseppe Zecchillo

Fontana ha dato una mano a Muti. di Giuseppe ZecchilloFontana ha dato una mano a Muti, Muti si è preso il braccio.

25/lug/2003 21.26.57 giuseppe zecchillo Contatta l'autore

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Fontana ha dato una mano a Muti, Muti si è preso il braccio. (per dirla come
Flaiano: restituisca almeno l'orologio.) Se Muti gode di popolarità e
ricchezza lo deve in gran parte a Fontana. Se avete voglia di leggerci,
questa è la nostra opinione.

Quando Riccardo Muti giunse alla Scala di Milano (successore di Claudio
Abbado) era un apprezzati dorettore d'orchestra, ma non certo la grande
celebrità che oggi è richiesta da tutto il mondo. Sicuramente egli si è
mpegnato a raffinare il proprio talento, ma le opportunità che gli ha dato
Carlo Fontana sono innegabili. Anzitutto un contratto molto favorevole, che
gli dà diritto fra l'altro, di inaugurare la stagione: cosa che il maestro
fa ininterrottamente da 10 anni. E, poichè l'inaugurazione della Scala è un
avvenimento mondiale. Muti ne esce protagonista assoluto. Gli si riconosce
anche la facoltà di scegliere, e inserire nella programmazione scaligera, le
opere che gli sono congeniali e che ambisce dirigere.. Muti si è preso la
libertà di scegliere anche gli interpreti, dai più famosi ai meno noti, per
le opere da lui dirette. Queste scelte si sono rivelate in gran parte
deludenti, con cantanti inadatti e talvolta stonati criticati dalla stampa.
Fontana ha concesso a Muti un ufficio con segretario personale, pagato tutto
l'anno dalla Scala, per occuparsi degli impegli del maestro durante le sue
numerose e talvolta lunghe assenze: impegni non solo scaligeri, ma (corre
voce) anche della sua carriera al di fuori della Scala. Fontana ha permesso
e permette a Muti di portarsi via l'Orchestra scaligera per esibirsi
privatamenta come Filarmonica condizionando i programmi della Scala.
L'attività concertistica privata consente, non solo ai professori
d'orchestra, ma anche e sopratutto a Muti di conseguire popolarità
ericchezza, mentre la stagione sinfonica della Scala è stata azzerata.
Conferenze stampa e incontri con personaggi di fama mondiale, che dovrebbero
essere trattate dal sovrintendente, sono stati ceduti da fontana a Muti come
palcoscenico per mettersi in bella mostra. Tanto è vero che un giorno sì e
l'altro anche appaiono ulla stampa nazionale dichiarazioni del maestro e sue
fotografie. Tutti sanno, specialmente gli impiegati della iglietteria, che
Muti, sia che diriga un'opera o meno, pretende decine di biglietti omaggio
da distribuire (a spese della Scala) per le sue pubbliche relazioni. Da
tenere conto che quei biglietti (tutti per posti di prim'ordine) sono
costosissimi: quindi notevoli incassi a cui la Scala deve rinunciare.
Sarebbe interessante che la Magistratura, o la stessa Corte dei Conti,
facessero chiarezza su questi episodi, che durano da 10 anni. Se si
riscontrasse il danno di parecchie migliaia di euro, bisognerebbe farli
rimborsare a Fontana, sempre così generoso verso Muti. Guarda caso, quando
Muti dirige la filarmonica ( che si riserva l'incasso) non chiede biglietti
omaggio.Per non danneggiare la filarmonica, Muti si astiene. Fontana non hai
mai saputo dir di "no" aRiccardo Muti, non osando contrariarlo per paura del
potere del maestro, che gode di potenti amicizie. Muti, dalla sua torre
d'avorio, non perde occasione per far sapere quanto al mondo ami la Scala:
se ciè è vero, come mai il maestri dirotta verso la filarmonica, o verso
qualche orchestra straniera, tutte le opportunità economicamente più
redditizie, o vantaggiose per l'immagine? Non considera valida la Scala? Non
la ritiene efficiente? Non ha stima dei suoi dirigenti? Forse il grande
amore di Muti per la Scala non è che uno...slogan pubblicitario. In tal
caso, Muti non dimostra neanche un briciolo di gratitudine verso la stessa
Scala, e verso Fontana, ai quali deve gran parte delle proprie glorie,
onori e ricchezze. Sì, perchè con tante facilitazioni, privilegi e occasioni
brillanti, qualsiasi direttore, nell'arco di 10 anni sarebbe diventato un
"divo", famoso e milionario...in Euro, naturalmente.
La Scala, per decollare. ha bisogno di attenzione, dedizione, efficienza e
amore disinteressato: tutte cose che R.Muti P.Arcà
e e C. Fontana sono tenuti a dare ma..........
Quando ero consigliere d'amministrazione della Scala, cercavo di contenere,
frenare, gli eccessivi privilegi di cui godeva il maestrpo. Per i prim tempi
sono stato ascoltato, poi pianno piano si tornava al vecchio sistema
deteriore.
Negli ultimi anni Muti ha ripetuto più volte che non lascerà il suo lavoro a
Milano (direzione musicale della Scala e Filarmonica): recentemente ha
aggiunto che non lascerà neppure la direzione dei Wiener Philarmoniker e che
accetterà quella della New York Philarmonia solo dopo aver valutato se non
anfrà a detrimento della qualità. Egli stesso, quindi, riconosce che i suoi
impegni sono ormai così intensi, che è difficile tenere dietro a tutti. Ciò
era evidente da tempo. Solo con le agevolazioni che la scala gli offre, Muti
può permettersi di promuovere la propria carriera e conseguire contratti
faraonici in tutto il mondo. In nessun altro paese gli sarebbeconsentito di
sottomettere un teatro alla propria persona: mentre a Milano, Muti è
praticamente il padrone della Scala. Come pensare che rinuncerebbe a una
simile pacchia? Non lo farà mai!!

Giuseppe Zecchillo
Segretario Nazionale Snaal
Via Fiori Chiari 16 Milano
www.snaal.nelweb.it

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