ZECCHILLO: Piccolo zibaldone

ZECCHILLO: Piccolo zibaldonePICCOLO ZIBALDONEVACILLA LA COERENZA DELLA SENATRICE RAMEFranca Rame, neo-senatrice del PdV, ha detto:" Non sono sicura che la presenza dei soldati italiani in Afghanistan debba continuare, ma l'ho votata per non rompere l'unità del governo".

23/ago/2006 18.05.00 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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PICCOLO ZIBALDONE

VACILLA LA COERENZA DELLA SENATRICE RAME
Franca Rame, neo-senatrice del PdV, ha detto:" Non sono sicura che la presenza dei soldati italiani in Afghanistan debba continuare, ma l'ho votata per non rompere l'unità del governo".
Franca Rame è il ritratto della coerenza: ha sempre parlato male dei poliziotti e dei giudici e poi ha aderito al partito di un ex-poliziotto, ex-giudice; ha sempre parlato male della guerra in Afghanistan e ora la sostiene. Cosa ci si può aspettare da una persona che si mette la coerenza sotto i piedi? Certo, una poltrona in Parlamento e un congruo stipendio di senatrice possono fare dimenticare tanti principii.

SGARBI E ZECCHI IGNORANTI?
Vittorio Sgarbi e Stefano Zecchi, rispettivamente assessore alla cultura del Comune di Milano e sovrintendente del Teatro Arcimboldi, hanno rifiutato l'idea di Zecchillo di intitolare la Scala Treatro delle Rimembranze in onore delle vittime del terrorismo e delle guerre. La motivazione del duplice rifiuto è, in sintesi, che tutto deve restare com'è per conservare tradizione e identità. Ma si sono presi dell'ignorante da Zecchillo, poiché vie, piazze e monumenti hanno cambiato nome decine di volte nel corso della Storia.
Sgarbi e Zecchi hanno incassato a denti stretti, senza fiatare. Evidentemente i due personaggi, che si atteggiano a progressisti, fanno da portavoce ai loro potenti amici retrogradi pur di conservare la poltrona in posti di prestigio.

SONO PREOCCUPATO
Da un po' di tempo non vengo attaccato dai miei nemici, non ricevo messaggi con insulti, velate minacce e volgarità. Ciò mi preoccupa. Mi sento abbandonato, e inoltre non ho più l'occasione di controbattere. Che noia!

TEATRO IN SVENDITA
Il Teatro dell'Opera di Atlanta (USA) è stato messo in vendita a prezzo di liquidazione per ripianare un deficit fallimentare. La notizia fa riflettere: non è da escludere che anche in casa nostra i Comuni saranno costretti a svendere gloriosi teatri, che invece di produrre cultura, producono deficit di bilancio. La gloria fu conquistata con la dedizione e la professionalità, la decadenza e i debiti si sono accumulati con la lottizzazione delle cariche dirigenziali. Sovrintendenti e direttori artistici tanto politicizzati e impunibili quanto impreparati e incompetenti hanno fatto del loro meglio per ridurre i nostri teatri lirici al lumicino. La vicenda di Atlanta è un campanello di allarme: pensiamoci in tempo, prima che sia troppo tardi.

PER DIRIGERE UN TEATRO NON CI VOGLIONO SOLO SOLDI
Stefano Zecchi ha detto al Sindaco Moratti:" Resto a dirigere il Teatro Arcimboldi solo se mi danno almeno
altri 4 milioni di euro".
In altri tempi, un impresario avrebbe fatto salti di gioia se il Comune gli avesse dato solamente un teatro. L'impresario avrebbe realizzato, a sue spese, spettacoli aristicamente validi, attirando un pubblico enorme e ci avrebbe guadagnato. A fine stagione sarebbe andao via con le tasche piene di soldi. Adesso invece i gestori teatrali vogliono non solo il teatro, ma anche i fondi, gli assistenti, i segretari e gli impiegati, magari anche l'auto blu, fanno stagioncine modesssime con enormi vuoti in sala e vanno via lasciando debiti pazzeschi. Sovrintendenti simili non si augurano neanche al peggior nemico. Caro Zecchi, per dirigere n teatro non ci vogliono soltanto i soldi, ma la vocazione, la passione e un grande spirito di sacrificio, Con queste doti si può dirigere un teatro in maniera decente, altrimenti non ci sono soldi che bastano.

ABERRANTE LOTTIZZAZIONE
Quando sosteniamo che la lottizzazione delle caiche dirigenziali è il morbo che distrugge le nostre istituzioni, non stiamo esagerando. Fra le tante cattive notizie che si leggono sui giornali, è fresca fresca quella del Ministro della Salute, Livia Turco, che toglie il posto al direttore dell'Istituto Oncologico di Roma senza motivazioni serie, ma con il ridicolo pretesto delle "quote rosa". In altre parole, si retrocede un dirigente capace, dopo 5 anni di provata fficienza, per dare il suo posto a una donna, he non è nemmeno oncologa, ma pidemiologa, e non ha esperienze gestionali. Lo stesso, identico errore arrogante e letale che si è fatto negli enti lirici, per 40 anni,emarginando i competenti di musica e di teatro per dare i posti dirigenziali alle "quote politiche", cioé a personaggi senza esperienza e senza preparazione adeguata. E' diabolico insistere in un errore provato, e l'attuale insistenza negli errori del passato non lascia presagire nulla di buono.

Giuseppe Zecchillo - segretario SNAAL e già consigliere di amministrazione del Teatro alla Scala
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ZECCHILLO IL ROMPISCATOLE




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