Scusate se da sol mi presento: Son Zecchillo, quando non canto...Strillo!!

29/lug/2003 11.16.30 quetzal Contatta l'autore

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Zecchillo: "A volte sono meglio i falsi"

Giuseppe Zecchillo, baritono ed ex titolare di una galleria d'arte, lancia una provocazione: "A volte i falsi sono dipinti con più cuore delle vere opere dell'autore".
di Claudio Bernieri

MILANO - “I falsi li fanno fare proprio coloro che dovrebbero vigilare sull’autenticità dei quadri.Cioè i parenti dei pittori. Il marcio parte dall’alto” Non ha mezze  parole il baritono Giuseppe Zecchillo, nemico giurato dei Sovrintendenti della Scala, leader dei cantanti lirici più arrabbiati.  A Brera fino a poco tempo fa teneva aperta una galleria d’arte. Che poi ha chiuso: “non me la sentivo più di avallare tutto questo marcio nel mercato dell’arte” dice. E racconta i retroscena del business del falso. “Se in alto ci fosse pulizia e moralità, il marcio non esisterebbe.

Oggi si vende e si compra l’autentica del quadro, non il quadro in sè.
"E chi autentica i falsi è proprio l’erede. Per legge infatti sono proprio gli eredi che possono autenticare le opere dei defunti illustri maestri:  e spesso questi si mettono d’accordo con un pittore, e sfornano falsi uno dietro l’altro".

Che però poi diventano autentici. Quello che conta è il foglio di carta.
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E’ un bel paradosso: qui siamo nel mercato dell’autenticamente falso. E così succede per i Sironi , i Carrà, i De Chirico. Nessuno rischia. E’ un giochetto".

L’erede  convoca il critico e gli dice: io nomino te, tu autentichi tutte le cose che vuoi, e mi dai un tot.
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Facile: e col denaro si corrompe ogni critico. Una volta che il quadro falso ha l’autentica, incomincia a girare per le gallerie. Ci sono dei pittori che in vita loro hanno fatto 500 opere, e  ce ne sono 10 mila in giro. Chi le ha fatte? E’ il mercato del falso-autentico".

Però, ora diciamolo: i falsi talvolta sono più belli degli autentici.
"Quando un pittore  dipinge un falso, lo fa bello, accattivante, ci mette passione, invece talvolta  il pittore con i suoi  quadri originali  ha dei  cali di produzione, deve farli per forza, deve produrre per il mercante. Cade nella routine, non è mica ispirato 24 ore al giorno. Lavora su ordinazione.
Mi ricordo invece il clima del Biffi Scala, negli anni 50 e 60.  Entrando in quel bar in Galleria,  in un tavolino a destra, trovavi  sempre al pomeriggio Achille Funi, Carrà, Guttuso, De Chirico e Buzzati. Io ero l’unico cantante ammesso a quel ristretto circolo di amici.
Stavamo lì tutto io pomeriggio a chiaccherare,  e quei pittori erano già celebrità.. Mentre oggi un pittore appena ha un minimo di notorietà, si chiude in studio a produrre a cottimo. Ci sono  pittori avidi,oggi,  non si permettono più il lusso d’un pomeriggio al caffè”.
Giuseppe Zecchillo Segretario Nazinale Snaal Sindacato Nazionale Autonomo Artisti Lirici ex Consigliere di Amministrazione del Teatro alla Scala

Via Fiori Chiari 16 www.snaal.nelweb.it email snaal@supereva.it iltrovatore@aliceposta.it

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