ZECCHILLO.Appello al Presidente della Repubblica

Inoltre la Filarmonica porta via gli sponsors alla Scala, perché le ditte preferiscono sostenere la Filarmonica che fa sempre successo in tutto il mondo, piuttosto che la Scala che procede stancamente, con una programmazione piatta e scialba, di cui nessuno parla, e con una serata inaugurale dal successo pilotato sulla stampa nazionale, mentre su quella estera le critiche sono dure.

29/set/2006 15.30.00 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
APPELLO ALL'ON.GIORGIO NAPOLITANO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
E P.C. ALL'ON.FRANCESCO RUTELLI MINISTRO DEI BENI CULTURALI

Onorevole Presidente,
Il Teatro alla Scala godeva a pieno merito del titolo di Ente Lirico e Sinfonico, poiché programmava sia le opere liriche che i concerti sinfonici. Poi, verso gli anni '70, i componenti l'orchestra entrarono in agitazione perché insoddisfatti del trattamento economico; per ripristinare la pace interna l'allora sovrintendente Paolo Grassi diede agli orchestrali il permesso di procurarsi del lavoro all'esterno del teatro in via saltuaria, da eseguirsi nei giorni liberi dagli impegni scaligeri. L'iniziativa di Grassi non era perfettamente legale, poiché si sa che i lavoratori dipendenti (quali sono gli orchestrali) non possono assumere altro lavoro in forma privata, ma - data la formula della "saltuarietà" - si chiuse un occhio. Gli orchestrali, in principio, si attennero ai patti, poi formarono un'Associazione Filarmonica per "vendersi" in gruppo, cioé come una vera e propria orchestra, così il lavoro privato aumentò, le scritture, anche all'estero non mancarono. Forte dei suoi
successi, l'Associazione Filarmonica chiese ed ottenne dal teatro di fregiasi del nome della Scala e diventò "Filarmonica della Scala". In cambio di questo marchio, che apriva alla Filarmonica i mercati internazionali, l'associazione privata fece baluginare la grande pubblicità che avrebbe fatto al teatro esibendosi con il nome "Scala" in tutto il mondo. Sicché i contratti per la Filarmonica fioccarono a dozzine, e gli orchestrali non ebbero più tempo per prepararsi alla tradizionale stagione sinfonica della Scala. Allora cosa si fece?
Invece di obbligare gli orchestrali a ridurre i loro impegni privati - cosa che li avrebbe disposti alla ribellione - si preferì sopprimere la stagione sinfonica, con grave danno economico e di immagine del teatro milanese. Dico "grave danno" perché la stagione sinfonica, con i suoi alti incassi, faceva da sostegno alla stagione lirica.
Ma non basta. Gli orchestrali pogrammarono concerti privati sempre più numerosi, tanto da condizionare il calendario scaligero: i periodi di "riposo" del teatro, cioé di chiusura al pubblico, in breve raggiunsero le 210 serate l'anno. In pratica la Scala ha finito per percepire 190 miliardi l'anno per 125 giorni di spettacolo: più di un miliardo al giorno!
I vari sovrintendenti che si sono succeduti , per non urtarsi con i componenti l'orchestra e subirne i ricatti, hanno concesso agli orchestrali "permessi" di assentarsi sempre più spesso, fino a un totale di 76 concerti l'anno (2005). Considerando le prove di detti concerti e le assenze con certificato medico per riposarsi dopo i concerti, arriviamo tranquillamente a un'orchestra a mezzo-servizio... ma con lo stipendio intero. Non solo: un'orchestra stressata e svogliata, tanto che il critico Giorgio Gualerzi scrisse:" L'orchestra, quando suona per la Scala è sempre stanca, quando suona per la Filarmonica fa faville".
Le conseguenze di tale situazione sono evidenti nel fatto che le recite alla Scala hanno subìto una progressiva diminuzione, tanto che trovare un biglietto per uno spettacolo è un'impresa scoraggiante. Ciò significa perdita di pubblico, quindi perdita di incassi. Inoltre la Filarmonica porta via gli sponsors alla Scala, perché le ditte preferiscono sostenere la Filarmonica che fa sempre successo in tutto il mondo, piuttosto che la Scala che procede stancamente, con una programmazione piatta e scialba, di cui nessuno parla, e con una serata inaugurale dal successo pilotato sulla stampa nazionale, mentre su quella estera le critiche sono dure. Ormai è chiaro che da quando esiste la Filarmonica (25 anni) è iniziata la decadenza della Scala, che precipita sempre più nel compromesso e nell'inefficienza. Per fare un esempio: è come se i lavoratori dipendenti della Fiat si organizzassero in un'associazone privata per costruire automobili in proprio; trovassero anche il tempo di ded
icarsi a tale attività all'interno della ditta, usandone i locali e le attrezzature; infine, con il marchio Fiat, vendessero il loro prodotto in tutto il mondo in concorrenza con il datore di lavoro che li stipendia. Se la Scala dev'essere gestita come una grande azienda, tale situazione grottesca non può continuare.
L'appello che gli aristi lirici Le rivolgono è di voler invitare il Ministro competente a intervenire con opportuni provvedimenti per evitare che la Filarmonica, come un cancro, divori la Scala impedendole di funzionare come dovrebbe e danneggiandola economicamente. Una soluzione potrebbe essere quella di una lieve modifica dell'attuale Legge (cosiddetta Legge Veltroni) che consente a tutti i privilegi della Filarmonica (ci misero lo zampino i dirigenti della Scala di allora) in modo da obbligare gli orchestrali ad optare: coloro che desiderano continuare a far parte dell'orchestra scaligera, lascino la Filarmonica; coloro che invece preferiscono l'attività privata perché, a loro avviso, più conveniente, si dimettano dall'orchestra scaligera. Ciò fatto, il teatro povvederà a ricostituire la propria orchestra con altri elementi; orchestre valide ce ne sono diverse in Italia, e certamente i loro componenti sarebbero felici di lavorare per la Scala a tempo pieno.
Agli artisti lirici la Scala sta molto a cuore e se si permettono disturbarLa è unicamente nel tentativo di scongiurare la decadenza del teatro milanese.
La prego, onorevole Presidente, faccia anche Lei qualcosa per salvare la Scala.
Le sono molto grato di un cortese riscontro e Le porgo i migliori saluti

Giuseppe Zecchillo - Segretario SNAAL e già consigliere di amministrazione del Teatro alla Scala

Se volete sapere cosa succede dietro le quinte dei teatri lirici italiani visitate il nostro sito:
www.baritonozecchillo.us
dove troverete anche il gruppo:
Zecchillo il rompiscatole




--

Email.it, the professional e-mail, gratis per te: http://www.email.it/f



Sponsor:

Video-Corsi.com : Vuoi scoprire un modo rapido e veloce per imparare? Scopri i nostri VideoCorsi professionali

Clicca qui: http://adv.email.it/cgi-bin/foclick.cgi?mid=5141&d=29-9
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl