ZECCHILLO. I sindacati interni della Scala

I sindacati, invece di fingere di credere che i soldi già stanziati siano pochi, perché non è vero, si preoccupino dello spreco di denaro, operato dai dirigenti con il clientelismo e con gli allestimenti miliardari e inutili; si preoccupino delle scritture di cantanti stonati e di direttori d'orchestra princ ipianti, che ridicolizzano l'immagine della Scala e mettono in fuga il pubblico; si preoccupino dei cachet esorbitanti dei suddetti artisti, imposti da certe agenzie teatrali, guarda caso molto vicine al sovrintendente.

30/set/2006 16.10.00 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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I SINDACATI INTERNI DELLA SCALA INDICONO UNO SCIOPERO CHE SA DI INGENUITA' O DI INTRALLAZZO

I lavoratori della Scala sciopereranno il 10 ottobre e salterà la prima del "Don Giovanni" di Mozart con grave danno economico del teatro. Ma almeno giovasse ai lavoratori!
Il motivo dello sciopero sarebbero i "tagli" finanziari, disposti già l'anno scorso a carico del settore spettacolo. Il che fa supporre che i dirigenti del teatro siano per lo meno compiacenti verso una protesta che chiede più soldi. Di conseguenza i dirigenti, apparentemente contrariati di dover annullare una "prima", sono invece ben contenti all'idea che l'agitazione dei lavoratori potrebbe indurre il Comune, o lo Stato, a sborsare alcuni milioni di euro in più per le casse del teatro. Quel che non ci piace, al di là di questo intrallazzetto, è l'atteggiamento dei sindacati interni, che provocano danni al teatro per scopi che interessano i lavoratori solo relativamente. I sindacati, invece di fingere di credere che i soldi già stanziati siano pochi, perché non è vero, si preoccupino dello spreco di denaro, operato dai dirigenti con il clientelismo e con gli allestimenti miliardari e inutili; si preoccupino delle scritture di cantanti stonati e di direttori d'orchestra princ
ipianti, che ridicolizzano l'immagine della Scala e mettono in fuga il pubblico; si preoccupino dei cachet esorbitanti dei suddetti artisti, imposti da certe agenzie teatrali, guarda caso molto vicine al sovrintendente. Se il teatro funzionasse correttamente - e questo i sindacati lo sanno - il denaro disponibile sarebbe più che sufficiente, e i posti di lavoro non sarebbero minacciati. Invece i sindacati fanno gli ingenui e reggono il gioco dei dirigenti spreconi. Spreconi e in malafede. Così i lavoratori sono gabbati, strumentalizzati con la minaccia di perdere il posto e non ci guadagnano nulla: ci rimettono giornate di paga.

Giuseppe Zecchillo - Segretario SNAAL e già consgliere di amministrazione del Teatro alla Scala

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