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Invio in corso posta elettronica: 07-Kizette en rose Milano: Palazzo Reale fino al 14 gennaioDOPO 80 ANNI TORNATAMARA DE LEMPICKA La Grande Milano, riaffermando la sua autorità anche nel mondo culturale, ospita da oggi a Palazzo Reale la mostra della geniale diva della tavolozza Anni venti e Trenta del '900, Tamara de Limpicka, nata a Varsavia nel 1898 e morta a Cuernavaca nel 1980.A Milano aveva potuto esporre per la prima volta, in una personale, le sue opere alla Bottega di Poesia del conte Emanuele Castelbarco, che in quel 1925 si trovava al 14 di via Montenapoleone.

04/ott/2006 19.20.00 Daniele Rubboli Contatta l'autore

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Milano: Palazzo Reale fino al 14 gennaio

DOPO 80 ANNI TORNA

TAMARA DE LEMPICKA

 

La Grande Milano, riaffermando la sua autorità anche nel mondo culturale, ospita da oggi a Palazzo Reale la mostra della geniale diva della tavolozza Anni venti e Trenta del ‘900, Tamara de Limpicka, nata a Varsavia nel 1898 e morta a Cuernavaca nel 1980.

A Milano aveva potuto esporre per la prima volta, in una personale, le sue opere alla Bottega di Poesia del conte Emanuele Castelbarco, che in quel 1925 si trovava al 14 di via Montenapoleone.

Organizzata da Artemisia, la mostra che raccoglie 60 dipinti e 10 disegni tra i quali l’inedito Portrait de Bianca Belinsioni (1925), è stata presentata dall’illuminato e illuminante Vittorio Sgarbi, assessore alla Cultura del Comune di Milano, il quale ha sottolineato come “ha agito anche una componente letteraria” a creare attorno a questa pittrice, celebrata icona dell’Art Decò, “l’aura di leggenda di vite inimitabili”.

In pratica Tamara de Lempicka fu in pittura, o meglio nell’arte figurativa, quello che in letteratura riuscì ad essere Gabriele D’Annunzio e, in Europa, a Oscar Wilde.

Sostenuta in Italia dall’affabulatore del Futurismo, Tommaso Martinetti, la pittrice polacca riesce qui ad avere la sua prima affermazione, cui faranno seguito le persuasioni ottenute a Parigi , facendo della donna il centro del mondo ed affermando la propria rivoluzione femminista.

Regina del bizzarro avrà successo in vita, ma soprattutto dopo la morte, anche negli Usa dove era fuggita prima a Hollywood e poi a New York, seguendo il secondo marito barone Raoul Kuffner (1928), sposato a Zurigo (1934) dopo essere stata abbandonata dal russo Tadeusz Lempicki a San Pietroburgo .

Kuffner era di famiglia ebrea come il padre di lei, così nel 1939 lasciano anche il rifugio in Svizzera e la stessa Europa scossa dal cataclisma Hitler, trasferendosi prima a Cuba e poi in California.

La mostra che Milano le dedica rilancia soprattutto il valore oggettivo dell’arte di questa dea dei pennelli capace di evocare luminosità coloristiche del Rinascimento per inventare un linguaggio moderno di immediato coinvolgimento.

Tanto che anche l’industria si serve ancor oggi di lei, vedi la campagna pubblicitaria della Campari nel 1997 (Red Passion) , testimoniando l’attualità del fascino della donna e dell’artista.

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Allegato: Kizette en rose, quadro in mostra a Milano

da Daniele Rubboli
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