ZECCHILLO. lissner si è italianizzato

ZECCHILLO. lissner si è italianizzatoLISSNER SI E' IMPROVVISAMENTE...ITALIANIZZATOE' PASSATO DALLE ELEMENTARI ALL'UNIVERSITA'C'è un aforisma molto noto, che dice:"Quando un Tedesco non sa una cosa, la studia; quando un Francese non sa una cosa, tergiversa; quando un Italiano non sa una cosa, l'insegna".

11/ott/2006 14.00.00 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
LISSNER SI E' IMPROVVISAMENTE...ITALIANIZZATO
E' PASSATO DALLE ELEMENTARI ALL'UNIVERSITA'

C'è un aforisma molto noto, che dice:"Quando un Tedesco non sa una cosa, la studia; quando un Francese non sa una cosa, tergiversa; quando un Italiano non sa una cosa, l'insegna". Questo detto si attaglia perfettamente a Stephane Lissner, sovrintendente del Teatro alla Scala. Questo signore, dal nome, sembrerebbe di origini teutoniche, di nazionalità risulterebbe francese, ma, da quando è diventato sovrintendente, si è del tutto italianizzato. Infatti, pur con la sola esperienza di festival e festivalini, Lissner si è messo a insegnare all'Università Cattolica nel corso di laurea di Economia e Gestione dei Beni Culturali. C'è da trasecolare di fronte a una così fulminea escalation. Ma non basta: Lissner si diffonderà sul tema: "Prospettive gestionali e artistiche del Teatro alla Scala". Non sappiamo cosa racconterà agli studenti, ma sappiamo bene quale gestione, indifferente ai veri problemi del teatro milanese e rispettosa dei privilegi di certe camarille, abbia contrassegna
to il primo anno di incarico del sovrintendente. Dal punto di vista artistico, abbiamo già rilevato le sue carenze, che cominciano con l' "Idomeneo" più sciatto e insulso della storia della Scala per continuare con un cartellone privo di rilievo e di faville. Se Lissner progetta di andare avanti di questo passo per altri quattro o più anni, possiamo dire addio al "grande" teatro. Lissner, piuttosto che insegnare, dovrebbe imparare: non è con i giovincelli esordienti che la Scala è stata gloriosa, ma con i grandi artisti. Sicuramente i debuttanti costano molto meno, ma la Scala riceve molto denaro da diverse fonti; se Lissner - che dà lezioni di gestione - lo spendesse in modo più saggio e corretto, questo denaro sarebbe sufficiente per fare una stagione interessante e valida sotto tutti gli aspetti. Purtroppo non ci sono molte speranze su questo orizzonte, perché molto spesso, nei nostri teatri lirici, si è verificato che "colui che nulla intende a tutto sovrintende".

Giuseppe Zecchillo - Segretario SNAAL e già consigliere di amministrazione del Teatro alla Scala

Se volete sapere cosa succede dietro le quinte dei teatri lirici italiani visitate il nostro sito:
www.baritonozecchillo.us
dove troverete anche il gruppo:
Zecchillo il rompiscatole





--

Email.it, the professional e-mail, gratis per te: http://www.email.it/f



Sponsor:

Problemi di Liquidità? Con Logos Finanziaria 30.000 € in 24 ore a dipendenti e lavoratori autonomi con rimborsi fino a 120 mesi, clicca qui

*

Clicca qui: http://adv.email.it/cgi-bin/foclick.cgi?mid=2911&d=11-10
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl