Sgarbi inaugura la Mostra Celeste Aida alla Scala - errata corrige

14/nov/2006 13.00.00 Daniele Rubboli Contatta l'autore

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Celeste Aida

Fino al 14 gennaio 2007 addetti ai lavori e appassionati di teatro musicale, ma si spera anche studenti, compresi quelli dei Conservatori, sempre assenti dagli appuntamenti con la cultura musicale (assieme ai loro docenti), potranno godere di un evento unico.

La mostra CELESTE AIDA che ha inaugurato a Milano le Celebrazioni del Bicentenario Ricordi (1808-2008) è ospitata al Museo Teatrale alla Scala tornato, dopo lo squallido esilio, tra le sue antiche mura, e per la prima volta propone al pubblico la partitura autografa di AIDA custodita nell’Archivio Ricordi.

Un ampio uso delle moderne tecnologie fa di questa mostra un momento assolutamente vivo e palpitante che ci proietta prima in quel 1870 quando Giuseppe Verdi iniziò a scrivere questo suo capolavoro, e quindi ci accompagna attraverso le storiche edizione scaligere con grande “sfilata” di costumi realizzata in quella mitica sartoria della Scala che ottusità contemporanee vorrebbero sopprimere, favorendo gli interessi di operatori esterni al teatro.

Facile è distruggere. Il difficile è costruire.

La Mostra propone poi accurate ricostruzioni storiche e proiezioni suggestive che fanno di questo momento della memoria uno spettacolo da non perdere.

Un magnifico preludio alla prossima inaugurazione della stagione scaligera con AIDA diretta dall’ estro di Riccardo Chailly, figlio del compositore Luciano che della Scala fu uno dei piu’ nobili e colti direttori artistici.

Stefane Lissner ha ribadito, durante l’inaugurazione della Mostra, che aver chiamato Franco Zeffirelli a firmare la regia dell’AIDA il 7 dicembre, è una conferma della volontà di proporre un riferimento storico nel rispetto della grande tradizione che ha sempre esaltato le ben 37 edizioni scaligere che a Milano ha avuto questo capolavoro di Verdi.

Vittorio Sgarbi, assessore alla Cultura del Comune di Milano ha dato il via libera all’amore suo per il teatro operistico, componente del DNA di tutti gli emiliani e dei ferraresi come lui.

“Si è gridato alla crisi del melodramma - ha detto Sgarbi -, si è dichiarata la morte della lirica. Tuttavia in controtendenza rispetto all’opinione pubblica, posso affermare che l’interesse per il genere si mantiene costante dovunque, grazie a una rassicurante presenza di giovani dai 18 ai 35 anni. E non sono soltanto parole - ha proseguito Sgarbi - ma fatti e numeri, le statistiche di quanti seguono gli spettacoli di melodramma in Italia e all’estero…”.

Personalmente faccio mie le parole di Sgarbi, alle quali continuano a restare sordi i dirigenti RAI troppo impegnati a coltivare campi di idiozia, e le confermo con l’esperienza che vivo ogni giorno: l’attuale governo, in linea con chi lo ha preceduto, ha tolto anche le briciole del microscopico contributo che la Commissione Musica assegnava alle attività musicali del Rosetum di Milano il quale, non per questo, rinuncerà alla stagione d’opera e operetta del 2007, con i suoi magnifici giovani artisti del Laboratorio Lirico Europeo.

Una stagione che festeggerà il Cinquantenario di questo teatro milanese che fu inaugurato da Maria Callas nel 1957 e che a gennaio aprirà i festeggiamenti con una straordinaria edizione di “Boheme”.

                                                                                                             Daniele Rubboli

 

 

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