Zecchillo solidale con il Maestro Chailly

Zecchillo solidale con il Maestro ChaillyZECCHILLO SOLIDALE CON IL M.O RICCARDO CHAILLY PER L'ATTACCO INGIUSTO DI SGARBIIl M.o Riccardo Chailly (che dirigerà l'Aida alla riapertura della Scala il prossimo 7 dicembre) ha fatto una considerazione, che tutto il mondo della musica condivide senza avere il coraggio di esternarla.

28/nov/2006 16.10.00 Baritono Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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ZECCHILLO SOLIDALE CON IL M.O RICCARDO CHAILLY PER L'ATTACCO INGIUSTO DI SGARBI

Il M.o Riccardo Chailly (che dirigerà l'Aida alla riapertura della Scala il prossimo 7 dicembre) ha fatto una considerazione, che tutto il mondo della musica condivide senza avere il coraggio di esternarla. Ha detto, Chailly, in un'intervista al "Corriere della sera" (26/11/06): "L'Italia, in fatto di cultura musicale, rischia il terzomondismo". E' un fatto evidente: le orchestre non trovano finanziamenti adeguati; le fondazioni lirico/teatrali spendono cifre pazzesche per la "prima" e poi fanno programmi ridotti all'osso, non certo rispondenti, per qualità e quantità, alle esigenze culturali della comunità; i giovani talenti non trovano spazio per valorizzarsi; le nuove generazioni, al 95%, non sanno neppure chi fossero Rossini e Donizetti, né mai hanno visto un'opera lirica... Di fronte a questo scenario sempre più deludente, cos'altro si può pensare se non ciò che ha detto Chailly? Solo che questo grande maestro ha avuto il coraggio di dirlo.
Ma ecco l'assessore alla cultura, Vittorio Sgarbi, che, con la sua solita precipitazione e improvvisazione, attacca il maestro difendendo un presunto primato culturale dell'Italia. Eppure era a chiare lettere il riferimento di Chailly specificatamente alla cultura musicale, non alla cultura in generale. Ma Sgarbi è troppo intelligente per non capire quello che legge; sicché la sua levata di scudi sembra un gesto indotto dalla velleità di fare cosa gradita al presidente della Scala, cioé il Sindaco Moratti, e al sovrintendente Lissner, dopo gli epiteti come "spazzatura" e "porcheria" indirizzati dallo stesso Sgarbi al recente "Don Giovanni" di Mozart, realizzato e prodotto dalla Scala in modo non altrimenti qualificabile.
Contraddire il M.o Chailly in campo musicale è fiato sprecato: si tratta di un musicista di talento, colto e preparato, mentre Sgarbi, in fatto di musica, non è un'autorità (non l'ho mai visto a un concerto o ad un'opera lirica) perciò stia zitto.
Oltre ad aver detto il vero - e su ciò bisognerebbe riflettere invece di contraddire - il M.o Chailly si è dimostrato una persona coraggiosa, che non esita a testimoniare una grave carenza della cultura italiana allo scopo di porvi rimedio. Ce ne fossero di artisti coraggiosi come lui! La musica e la lirica mon sarebbero alla sbando come ora. Invece la maggior parte degli artisti ha paura di inimicarsi i dirigenti teatrali e...gli assessori, e lascia che la musica vada alla malora.

Giuseppe Zecchillo - Segretario SNAAL e già consigliere di amministrazione del Teatro alla Scala
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