Il sovrintendente Van Straten lancia un S.O.S.

dichiarato"Dapperutto,nei teatri lirici italiani,si continua a soffrire per il

08/set/2003 20.09.43 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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Il baritono Zecchillo suggerisce alternative alle drammaiche dichiarazioni del sovrintendente del Teatro  lirico di Firenze
 
Presentando il cartellone 2003-4, il sovrintendente del Teatro Comunale di Firenze, Giorgio Van Straten ha drammaticamente dichiarato"Dapperutto,nei teatri lirici italiani,si continua a soffrire per il malessere finanziario cronico. Mancano soldi,ma anche idee per il rilancio della lirica in Italia".
Il baritono Zecchillo,segretario del sindacato artisti lirici (SNAAL) ha così commentato le parole di Van Straten:"Finalmente un sovrintendente che ha l'onestà intellettuale di riconoscere la verità. Lo SNAAL,da anni,ha continuato ad insistere su questo problema: non sono solamente i soldi he scarseggianoma anche le idee ,le proposte,le ntenzioni programmatiche che potrebbero risollevare i teatr lirici. Affrontando questo problema,lo SNAAL,diverse volte el orso degli anni,ha presentato delle proposte alternative,sia ai vari Ministri,che si sono succeduti allo Spettacolo,sia ai direnti teatrali stessi. Ma è sempre stato snobbato con pericolosa superficialità e irresponsablità. Non vorremmo che ora fosse troppo tardi. Però un tentativo è doveroso farlo. Se gli imprendiri ndustrali si metono attorno a un tavolo con i rappresentanti sindacali per fare e considerare proposte idonee a risolvere le questioni del loro settore, non si capisce perché i dirigenti teatrali non abbiano mai pensato di riunirsi e dialogare con le forze sindacali dello Spettacolo, ascoltare le loro proposte, confrontarsi con idee e contributi di pensiero che giungono da persone altrettanto interessate a risolvere i problemi del teatro. I sovrintendenti spesso,invece,non si confrontano neanche fra di  loro, si sentono rali, talvolta si fanno una "guerra" assurda e dispendiosa. Per es: allestiscono la stessa opera nella stessa saone in due,tre teatr divers,quado baserebbe un solo allestimento che girasse in tournée. Lo spreco  economico di questo tipo di programmazione  non ha biogno di commenti. Se i dirigenti teatrali continueranno nella competitività  di tale genere rovinoso e se i politici continueranno a elargire"sanatorie" finanziarie - che son solo rattoppi e non  risolvono nulla - ma covengono alla partitocrazia che intende lottizzare le cariche,gestire il clientelismo,strumentalizzare la cultura a fini elettorali, il teatro lirico è condannato. Perciò gli artisti lirici raccolgono l'appello del sovrintendente Van Straten e rispondono: il teatro s pu salvare,le idee ci sono, esterniamole, confrontiamole assieme troviamo delle soluzioni, ma non attendiamo oltre. Non vorrei - conclude Zecchillo - che il teatro lirico italiano facesse la fine di quel signore, sulla cui tomba si legge:"Ve l'avevo detto che stavo male..."

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