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12/dic/2006 17.00.00 Baritono Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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MALGRADO CIO' CHE DICE LISSNER, ALAGNA TORNERA' A CANTARE ALLA SCALA

Il sovrintendente Stephane Lissner ha dichiarato che il tenore Roberto Alagna non potrà continuare le recite di "Aida" per aver abbandonato il palcoscenico durante la seconda recita dell'opera, e che probabilmente sarà citato per danni a causa del suo gesto. In qualità di sindacalista ritengo invece che Alagna proseguirà le recite. Il clamoroso episodio, attuato dal tenore, non può provocare il licenziamento. Un'azione provocatoria, errata, o indisciplinata può provocare una multa, un'ammonizione, al massimo una diffida; mentre il licenziamento dell'artista scritturato a contratto può avvenire solo in due casi: 1) in flagranza di reato penale - 2) a seguito della "protesta" del direttore d'orchestra, che riscontra incapacità tecnico-artistiche dell'artista stesso. La "protesta" scritta, inviata al sovrintendente, va da questi formalizzata con lettera raccomandata. Poiché Alagna non ha commesso reati, né il direttore d'orchesta, M.o Chiailly, l'ha "protestato", il tenore non !
può essere licenziato. Ha pertanto il diritto di continuare le recite previste dal suo contratto. Se la Scala licenziasse Alagna, il tenore vincerebbe la causa, e il teatro dovrebbe rifondergli i danni morali e materiali. Le dichiarazioni di Lissner, che parla di "strappo definitivo con la Scala", dimostrano che questo dirigente non conosce le leggi che regolano i rapporti di lavoro fra gli artisti lirici e i teatri. Se il M.o Chailly protestasse Alagna, dovrebbe trovare il coraggio di protestare anche chi lo ha scritturato, cioé il sovrintendente.

Giuseppe Zecchillo - Segretario SNAAL e già consigliere di amministrazione del Teatro alla Scala

COMUNICATO STAMPA
CON PREGHIERA DI PUBBLICAZIONE - GRAZIE
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